Smart Grid

1 miliardo di euro per 10 infrastrutture energetiche “intelligenti” in Europa

L’Unione europea investirà 998 milioni di euro in nuove infrastrutture energetiche come previsto dalla più ampia strategia del green deal europeo.

Quasi 1 miliardo, per la precisione 998 milioni di euro, in dieci progetti riguardanti le infrastrutture energetiche. Il primo ottobre l’Unione europea ha raggiunto un accordo interno per finanziare sette progetti innovativi, di cui uno per la costruzione di una rete elettrica intelligente e sei per il trasporto di anidride carbonica, oltre a due più tradizionali per la trasmissione dell’energia elettrica e uno per il trasporto di gas.

Infrastrutture energetiche più sicure e intelligenti

L’Unione europea punta così alla creazione di un sistema di infrastrutture energetiche più intelligente e sicuro. L’84 per cento dei fondi è destinato a progetti nel campo dell’energia elettrica e delle reti intelligenti, o smart grid.

La fetta più grande è destinata alla seconda fase del progetto per la sincronizzazione dei paesi baltici. Con 720 milioni di euro, Bruxelles vuole integrare i mercati dell’energia elettrica di Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia a quelli dell’Europa centrale. La roadmap, ossia la tabella di marcia politica, era stata firmata nel giugno 2019 dagli allora presidente e vicepresidente della Commissione europea, rispettivamente Jean-Claude Juncker e Maroš Šefčovič, insieme alla già presidente della Lituania, Dalia Grybauskaitė, e ai primi ministri dei paesi interessati.

produzione elettricità
Un tecnico monitora da uno schermo gigante la produzione di elettricità nella Germania orientale @ Sean Gallup/Getty Images

La sincronizzazione dei paesi baltici

La prima fase del progetto è stata già finanziata dall’Unione europea con 323 milioni di euro, pari al 75 per cento della somma totale. La sincronizzazione degli stati baltici con la rete dell’Europa centrale è uno dei progetti più emblematici dell’Unione, tanto che la commissaria europea per l’Energia, Kadri Simson, l’ha definito “di interesse strategico”. Il progetto, che dovrebbe essere completato entro il 2025, rappresenta concretamente il senso di solidarietà energetica: “Questi investimenti aiuteranno a sostenere la ripresa economica dell’Ue (dalla Covid-19, ndr) e a creare posti di lavoro”, ha aggiunto la Simson.

“È un momento storico per porre fine all’isolamento del mercato energetico del Baltico”, ha rimarcato la presidente dell’esecutivo europeo, Ursula von der Leyen. “Questo progetto è utile per collegare l’Europa, per la nostra sicurezza energetica e per il green deal europeo”.

Questo progetto è utile per collegare l’Europa, per la nostra sicurezza energetica e per il green deal europeo

Ursula von der Leyen

Il meccanismo Cef e il green deal europeo

Queste risorse rientrano nel quadro del meccanismo per collegare l’Europa, il Cef transport blending facility, un approccio innovativo con cui si punta ad attrarre investimenti pubblici e privati per contribuire alla sostenibilità e al minor consumo energetico dei trasporti. Al centro ci sono l’implementazione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (Ertms) e la promozione dell’utilizzo di combustibili alternativi.

Allargando ancora di più lo sguardo, occorre ricordare che l’Ue sta portando avanti il green deal europeo, il piano d’azione con cui punta a essere il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. Come ci riuscirà? Attraverso l’uso efficiente delle materie prime, la riduzione dell’inquinamento atmosferico e il ripristino della biodiversità. La tabella di marcia non ammette ritardi.

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