Ospiti del podcast, il campione di trail running Francesco Puppi e la medica esperta in nutrizione Michela Speciani, che hanno parlato di sport e carboidrati.
L’impatto dell’agricoltura sulla qualità dell’aria in Lombardia è paragonabile a quello di industria e trasporti. A dimostrarlo è uno studio del Politecnico di Milano.
In Lombardia, l’impatto dei terreni agricoli sulla distribuzione spaziale della concentrazione di polveri sottili (PM2.5) è paragonabile a quello di altre fonti di inquinamento ben più note e studiate, come gli impianti industriali, l’urbanizzato o la rete stradale: lo dimostra uno studio del Politecnico di Milano, pubblicato su Chemosphere e realizzato nell’ambito del progetto di ricerca D-Dust (Data-driven modelling of particulate with satellite technology aid), finanziato da Fondazione Cariplo.
Secondo i dati ottenuti, l’impatto dell’agricoltura si è registrato non solo per le zone rurali lombarde, ma anche nelle aree più densamente popolate della regione; inoltre, è risultato correlato ai picchi di inquinamento più intensi rispetto a quanto misurato nelle zone industriali e urbane, ma con una durata limitata nel tempo. Tra le singole colture analizzate è stato registrato un impatto trascurabile delle risaie, più significativo invece per i terreni coltivati ad altri cereali e mais.
Lo studio ha analizzato i dati satellitari e di modelli atmosferici del programma Copernicus per la misura di concentrazione del PM2.5 insieme al database open access di uso del suolo e del sistema informativo agricolo di Regione Lombardia. Per l’analisi è stato utilizzato un innovativo sistema di Geoai (Geomatics and earth observation artificial intelligence) composto da una architettura a tre stadi, che permette di catturare e interpretare le dinamiche spaziali a livello locale, comparando così gli effetti legati al diverso uso del territorio sull’inquinamento.
L’inquinamento atmosferico è considerato, dalle Nazioni Unite, uno dei maggiori rischi ambientali per la salute a livello mondiale e la sua mitigazione è affrontata in numerosi obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Tra tutti gli inquinanti, uno dei più preoccupanti è appunto il PM2,5, particolato con diametro inferiore a 2,5 μm, anche a causa del suo tempo di permanenza più lungo nell’atmosfera, con conseguente aumento del rischio di esposizione per la popolazione. Esposizione che è associata ad un aumento della morbilità e della mortalità da malattie cardiopolmonari.
Secondo gli autori dello studio, i risultati consentono di affermare che i politici dovrebbero prendere in considerazione anche le attività agricole per prendere decisioni in merito alla mitigazione dell’inquinamento.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Ospiti del podcast, il campione di trail running Francesco Puppi e la medica esperta in nutrizione Michela Speciani, che hanno parlato di sport e carboidrati.
Il ministero della Salute ha autorizzato temporaneamente l’utilizzo del Dormex nelle coltivazioni di kiwi del Sud. La sostanza è vietata in Italia dal 2008, per la sua tossicità.
Un progetto sul pomodoro da industria raccoglie i primi risultati dopo due anni di sperimentazione sul campo: con l’agroecologia migliora la qualità e l’efficienza produttiva.
Il nuovo rapporto mondiale sul biologico riporta vendite in crescita a fronte di un’estensione stabile delle superfici agricole. La presidente di Federbio sottolinea la necessità di portare avanti la transizione.
I cibi ultra-processati condividono più caratteristiche con le sigarette che con frutta e verdura: secondo i ricercatori, regolamentarli come il tabacco ridurrebbe i rischi per la salute pubblica.
La ong Pan Europe denuncia la presenza di più residui di pesticidi sull’85 per cento delle mele convenzionali europee analizzate.
Ecco i dati diffusi in occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare e i progetti che salvano il cibo dalla spazzatura.
Un team di ricercatori in Portogallo ha analizzato i polifenoli nell’olio extravergine d’oliva biologico e in quello da agricoltura integrata osservando che sono più elevati in quello bio.
Con gli esperti di Prevenzione a Tavola, una puntata speciale del podcast News dal pianeta Terra dedicata alla dieta mediterranea, quella che tutti dovremmo conoscere.

