Invertising

Il libro ‘Invertising’, di Paolo Iabichino, direttore creativo della famosa e storica agenzia pubblicitaria Ogilvy, rappresenta proprio un modo nuovo di intendere la pubblicità.

Pubblicità. E’ insito nel termine il riferimento al
pubblico, che per molto tempo è stato bistrattato. Questo
non era una persona per la pubblicità, ma semplicemente un
‘target’, un bersaglio da colpire. Come? Con campagne invasive e
talvolta violente. La funzione conativa si insinuava
insistentemente in ogni fenditura e anche tra uno spot televisivo,
una campagna cartacea, un cartellone pubblicitario. Era importante
far nascere un desiderio, animarlo, solleticarlo. Ammaliare il
target e condurlo all’acquisto indifferenziato.

 

Ma i modelli economici dominanti hanno iniziato a vacillare (e
più recentemente a cedere, palesemente) e la
pubblicità ha mostrato il suo fianco debole, rendendosi
conto di essere sempre più spesso inefficace. Era necessario
un cambiamento. Cambiare o morire. Sempre più spesso
è questo il bivio delle situazioni complesse, no? La crisi
costringe a reinventarsi, a essere più creativi. E anche la
pubblicità ha seguito questo percorso, invertendo la sua
strada. Da ‘advertising’… a ‘invertising’.

 

Allora, ecco un’inversione. Dalle idee agli ideali. Dal
monologo al dialogo. Dalla comunicazione alla conversazione. Dalla
persuasione al consenso. Dallo shopping alla condivisione. E’ una
svolta epocale perché anche la pubblicità si è
resa conto dei grandi cambiamenti in atto nella società e ha
finalmente deciso di fare qualcosa, di reinventarsi e di
rinnovarsi. E per fare ciò ha una visione completa,
olistica. Dice bene l’autore: “E’ che serve un po’di coraggio. Le
inversioni a U sono pericolose. Prima di tutto, bisogna guardare
molto bene nello specchietto retrovisore”, per questo nella prima
parte del libro vengono ripercorse le tappe del passato, per
descrivere poi nella seconda parte quelle presenti e future.

 

Il libro ‘Invertising’, di Paolo Iabichino, direttore creativo
della famosa e storica agenzia pubblicitaria Ogilvy, rappresenta
proprio un modo nuovo di intendere la pubblicità. Finalmente
gli ideali entrano nel mondo pubblicitario e anche l’ambiente
assume un ruolo di tutto rilievo.

Ecco perché questo è stato pubblicato a Impatto
Zero® e le emissioni di CO2 sono state
ricompensate con la creazione e la tutela di foreste in
crescita.

 

Un libro onesto, anche nella formula commerciale. Pensate, si
affida al motto ‘soddisfatti o rimborsati’, così, se al
termine della lettura penserete che il libro non vi abbia appagati,
potrete scrivere direttamente all’editore e sarete
rimborsati.

 

Insomma, delineati gli scenari, ora quali sono le strade per i
pubblicitari? “Adesso possiamo scegliere di vestire i panni del
principe Tancredi a cui Giuseppe Tomasi di Lampedusa affidò
la celebre affermazione gattopardesca secondo cui bisogna cambiare
tutto, affinché tutto resti com’è. Oppure possiamo
cambiare davvero.” Qualcuno sembra aver già scelto.

 

Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Articoli correlati
Milano, cani in aula per aiutare i bambini con difficoltà a leggere ed esprimersi

Un’empatia intima, naturale che si sviluppa con lo sguardo, con la postura, con la vicinanza. Grazie a due “cani lettori”, Ruh e Belle, un gruppo di bambini con difficoltà di linguaggio e di espressione ha scoperto il piacere della lettura. Il tutto nella scuola Giovanni Battista Perasso di via Bottego, nella periferia di Milano, grazie a un progetto realizzato

Cinque libri per bambini sulle famiglie arcobaleno

Educare i bambini alla diversità, al di là di ogni pregiudizio e intolleranza. Raccontare loro le famiglie arcobaleno e tutte le tipologie di nucleo familiare esistenti, facendo anche in modo che l’uguaglianza di genere sia un punto fermo nella loro formazione e nella loro crescita. Una sfida a cui genitori ed educatori non possono sottrarsi, e che può

Tiziano Terzani: lettere contro la guerra

La prima cosa che fece Tiziano Terzani, giornalista e scrittore scomparso nel 2004, collaboratore di testate importanti come Der Spiegel, Repubblica e Corriere della Sera, all’indomani dell’11 settembre fu scrivere una lettera all’amico e direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli. La intitolò “Una buona occasione” e in essa raccolse le sue considerazioni sull’attacco