500 miliardi, le rinnovabili crescono anche con la pandemia

Secondo Bnef superati i 500 miliardi di dollari nel 2020, con un aumento del 9 per cento rispetto all’anno precedente. Merito dei grandi impianti solari, dell’eolico offshore e della mobilità elettrica.

Grandi impianti fotovoltaici, eolici offshore, ma anche la mobilità elettrica e l’accumulo, stanno trainando gli investimenti nella transizione energetica. E il 2020, nonostante il dissesto economico causato dalla pandemia da Covid-19, ha visto un incremento del 9 per cento rispetto all’anno precedente, toccando la quota record di 501,3 miliardi di dollari. Sono questi i dati – piuttosto entusiastici – resi noti da un’analisi sugli investimenti nella transizione energetica compilata da Bloomberg new energy finance (Bnef), secondo la quale l’Europa rappresenterebbe la quota più ingente degli investimenti globali con 166,2 miliardi di dollari (+67 per cento). A seguire la Cina a 134,8 miliardi (-12 per cento) e gli Stati Uniti con 85,3 miliardi (-11 per cento).

I dati del 2020 sugli investimenti
Il 2020 ha visto un incremento del 9 per cento rispetto all’anno precedente degli investimenti nelle rinnovabili © Vcg / Getty Images

L’analisi sugli investimenti nel 2020

“Lo scorso anno abbiamo assistito a una drastica rivalutazione delle azioni nei settori delle energie rinnovabili, dei veicoli elettrici, delle celle a combustibile, delle batterie e di altre aree correlate”, scrive Angus McCrone in un editoriale a corredo dell’analisi.

L’analisi infatti mostra come ben 303,5 miliardi di dollari siano stati investiti in nuove installazioni di energia rinnovabile, con un aumento del 2 per cento rispetto all’anno precedente, complici l’avvio di grandi impianti solari e da un’impennata di 50 miliardi di dollari per l’eolico offshore. In crescita notevole anche gli investimenti nella mobilità elettrica e nelle infrastrutture di ricarica: 139 miliardi di dollari, con un aumento del 28 per cento.

“La pandemia di coronavirus ha frenato i progressi su alcuni progetti, ma gli investimenti complessivi nell’eolico e nel solare sono stati robusti e le vendite di veicoli elettrici sono aumentate più del previsto”, ha detto Jon Moore, amministratore delegato di Bnef.

Cresciuta anche l’installazione domestica di pompe di calore ad alta efficienza energetica, in aumento del 12 per cento, mentre gli investimenti in tecnologie di accumulo sono al livello di quelli dell’anno precedente. Da notare come gli accordi più importanti includano 2,8 miliardi di dollari raccolti dal produttore cinese di batterie Contemporary amperex technology, 846 milioni di dollari dalla società statunitense di celle a combustibile Plug Power e 777 milioni di dollari dal produttore cinese di fotovoltaico Ja solar technology. Investimenti indubbiamente indicativi del trend del mercato.

Investimenti nella transizione energetica nel periodo 2004-2020 © Bnef

I trend per 2021, nuovi record per solare ed eolico

Se nel 2020 si è registrato, secondo Bnef ma le conferme arrivano anche dall’Iea, l’ennesimo record per le installazioni solari che tocca 132 GW, per quest’anno ci si aspetta che si possa arrivare a 150 GW, se non addirittura a 194 GW. Da dire che le prospettive europee sono più caute, come si evince da un rapporto sul fotovoltaico pubblicato lo scorso anno e che mostrava che per giungere ad uno scenario di rinnovabili al 100 per cento, l’Europa dovrebbe aumentare la sua capacità fotovoltaica da 117 GW (del 2018) a oltre 630 GW entro il 2025 e a 1,94 TW entro il 2050.

Se guardiamo invece le stime del 2019 – anno nel quale le installazioni sono quasi radoppiate – nel 2020 si sarebbe toccata quota 24 GW, di certo non sufficiente per coprire il gap da qui al 2025.

“La generazione di energia pulita e il trasporto elettrico stanno registrando forti afflussi, ma è necessario vedere ulteriori aumenti della spesa man mano che i costi diminuiscono”, ha confermato Albert Cheung, responsabile dell’analisi presso Bnef. “Tecnologie come il riscaldamento elettrico, la Ccs (Carbon capture storage) e l’idrogeno stanno attirando solo una frazione degli investimenti di cui avranno bisogno negli anni ’20 per aiutare a tenere sotto controllo le emissioni. Parliamo di trilioni l’anno, se vogliamo raggiungere gli obiettivi climatici”.

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