Le rinnovabili sono il nuovo asso nella manica della finanza

Calderón presenta la sua ricetta per ridurre le emissioni di CO2 e creare nuovo sviluppo: puntare su rinnovabili, trasporti e Sud del Mondo

A Marrakech stanno entrando nel pieno i lavori della Cop 22 per decidere come dare seguito all’Accordo di Parigi sul Clima, e quello che è chiaro è la necessità di cambiare il modello di sviluppo e di investimenti se si vuole mettere un freno in tempi rapidi all’innalzamento delle temperature.

Secondo Felipe Calderón, ex presidente messicano e attuale presidente della Commissione globale sull’economia e il clima “Investire sulla sostenibilità è la priorità più urgente per il settore finanziario, politico e il clima”.

 

Felipe Calderón, presidente della Commissione globale sull’economia e il clima.  Photo credit Federico Parra/AFP/Getty Images
Felipe Calderón, presidente della Commissione globale sull’economia e il clima. Photo credit Federico Parra/AFP/Getty Images

L’economia crescerà se si investe in sostenibilità

Secondo la Commissione globale sull’economia e il clima la crescita delle infrastrutture sostenibili sarà l’elemento chiave non solo per affrontare il cambiamento climatico ma anche per realizzare una nuova crescita economica che abbracci tutti i paesi e le comunità del mondo. Gli investimenti, come si legge in uno studio  della Commissione, se orientati in quest’ottica realizzeranno benefici a lungo termine e saranno fondamentali nel guidare la riduzione delle emissioni di carbonio e attuare gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi, entrato in vigore questo mese.

“Le decisioni di oggi determineranno il futuro della nostra economia e del clima di domani. Se scegliamo investimenti low-carbon possiamo avviare fin da subito una crescita forte e di qualità” ha detto Calderón. Un obbiettivo ambizioso che mai come oggi appare a portata di mano grazie all’accesso a un’ampia offerta di strumenti finanziari e all’innovazione tecnologica.

Uscire dai combustibili fossili per cogliere le nuove opportunità

Secondo la Commissione, l’obiettivo da non mancare per cogliere le opportunità che ci aspettano è di riuscire a mantenere le promesse dell’Accordo di Parigi investendo su un futuro a zero emissioni. “Abbiamo bisogno di eliminare i sussidi ai combustibili fossili, da subito – ha detto Calderón. – È necessario stabilire giusti incentivi economici per muoverci verso progetti sostenibili, in particolare nel settore delle infrastrutture. Ciò implica mettere un prezzo al carbonio, ovunque nel mondo”. È necessario tornare a investire in ricerca e sviluppo; negli anni ottanta si investiva in R&S per l’energia pulita più del doppio del denaro pubblico che si investe oggi.

Energia, trasporti e sud del mondo le aree chiave

La Commissione globale sull’economia e il clima stima che per realizzare un futuro a zero emissioni saranno necessari investimenti per 90 miliardi di dollari, che per il settore delle infrastrutture significa raddoppiare la sua spesa corrente nei prossimi 15 anni. Circa i due terzi degli investimenti (4 miliardi di dollari l’anno) dovranno essere investiti nel Sud del mondo. Nelle economie avanzate, gli investimenti dovranno essere destinati a modernizzare l’esistente, sostituendo le infrastrutture obsolete con altre green e sostenibili. Diversamente, i paesi in via di sviluppo avranno bisogno di lavorare sull’accesso ai servizi di base per alzare il livello di sviluppo delle loro comunità e soddisfare le nuove esigenze sociali portate dalla rapida urbanizzazione e dall’espansione della classe media. In entrambi i casi, tutti gli interventi saranno pienamente compensati dai guadagni in termini di efficienza e risparmio di carburante nel corso del ciclo di vita delle infrastrutture.

A livello globale, almeno il 60 per cento degli investimenti in infrastrutture sarà realizzato nei settori dell’energia e dei trasporti. Per trasformare il settore energetico, si stima che gli investimenti in petrolio, carbone e gas dovranno diminuire di circa un terzo entro il 2030, mentre gli investimenti in fonti rinnovabili e in efficienza energetica dovranno aumentare di almeno una percentuale simile, se vogliamo mantenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2°C.

 

Ai governi il compito di traghettare l’economia verso un modello emissioni zero

Secondo il rapporto è prioritario rafforzare le politiche pubbliche per supportare gli investitori privati e stimolare il loro contributo, oggi irrinunciabile. Il sistema finanziario deve fare la sua parte, riducendo i costi destinati a progetti verdi e accelerando la transizione verso un’economia globale a zero emissioni. Ma il settore privato non può fare tutto da solo. Lo sviluppo di progetti e di nuove tecnologie, a basso impatto ambientale, non potrà avvenire senza che governi, investitori e imprese lavorino congiuntamente.

I governi del resto dovranno dettare l’agenda per il passaggio a un’economia low-carbon fissando scadenze rigorose per la graduale eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili, l’abbandono delle fonti fossili e stabilendo un prezzo per le emissioni.

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