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Dopo aver perso il municipio di Istanbul, a marzo, il presidente Erdogan aveva fatto ripetere le elezioni. E ha ottenuto una sconfitta ancor più marcata.
Per il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, si è trattato di una seconda sconfitta. Più pesante di quella che aveva patito nella giornata di domenica 31 marzo. Tre mesi fa, infatti, l’Akp (Partito per la giustizia e lo sviluppo guidato dal leader islamo-conservatore) era risultato sconfitto alle elezioni municipali tenute nella capitale Ankara. E, allo stesso modo, aveva perso anche la città di Istanbul, centro nevralgico dell’economia turca e centro urbano più popoloso del paese.
Nella metropoli del Bosforo aveva trionfato Ekrem Imamoglu, uomo di spicco del Partito repubblicano del popolo (in turco Cumhuriyet Halk Partisi, Chp), che da sempre si oppone ad Erdogan. Un risultato inaspettato, dal momento che l’Akp era saldamente al potere della città da un quarto di secolo, considerata un feudo inespugnabile.
A poche ore dallo scrutinio, tuttavia, Erdogan aveva denunciato “gravi irregolarità”, e per questo aveva ordinato la ripetizione della tornata elettorale. Queste ultime sono state così organizzate nella giornata di domenica 23 giugno. E Imamoglu non solo è stato confermato primo cittadino. Ma ha anche ottenuto il 54 per cento dei voti, mentre Binali Yildirim, candidato dell’Akp ed ex primo ministro, si è fermato al 45 per cento (gli altri candidati hanno raccolto circa un punto percentuale).
#Istanbul: vince #Imamoglu candidato dell’opposizione, sconfitta per #Erdogan https://t.co/ghsvdI84Jm
— Agenzia ANSA (@Agenzia_Ansa) 23 giugno 2019
Una vittoria, dunque, ben più evidente rispetto al 31 marzo, quando a separare i due aspiranti sindaci erano stati soltanto 13mila voti. Ora il divario è risultato di alcune centinaia di migliaia di schede. Inoltre, a sostenere Imamoglu sono stati 28 dei 39 quartieri in cui è divisa Istanbul, rispetto ai 15 del precedente scrutinio.
Ekrem Imamoglu won by running a relentlessly positive campaign and refusing to play by the rules of Turkey’s identity politics https://t.co/tEyJxCVfGf
— The Economist (@TheEconomist) 24 giugno 2019
Nella serata di domenica Erdogan ha riconosciuto la sconfitta, ma soltanto attraverso un messaggio affidato ai social network. Si tratta della prima volta da quando è al potere – ovvero da 17 anni – che il presidente della Turchia non si esprime in diretta dopo un voto.
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