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L’azienda milanese specializzata nella realizzazione di oggetti di plastica di design ha acquistato il 2% di Bio-on.
La plastica rappresenta oggi un problema ambientale di proporzioni catastrofiche. Si stima che ogni anno otto milioni di tonnellate di plastica galleggino negli oceani di tutto il mondo e, secondo uno studio, nel 2050 nel mare ci saranno più pezzi di plastica che pesci. Investire nello sviluppo di materiali più sostenibili e polimeri biodegradabili è dunque l’unica strada da percorrere per tamponare questa emergenza planetaria. In questa direzione ha deciso di andare Kartell, azienda italiana specializzata nella realizzazione di oggetti di design, dai mobili, ai complementi d’arredo, all’illuminazione, in plastica. Kartell ha infatti acquistato il 2 per cento di Bio-on, impresa bolognese che opera nel settore della bioplastica effettuando ricerca applicata e sviluppando materiali ecosostenibili.
L’obiettivo di Kartell, che ha investito in questa operazione dieci milioni di euro, è accelerare lo sviluppo dell’elettronica organica basata sulle tecnologie Bio-on per acquisire una posizione di rilievo in questo settore emergente. “Siamo particolarmente orgogliosi che un marchio prestigioso come Kartell riconosca l’innovazione e le potenzialità delle tecnologie sviluppate da Bio-on”, ha commentato Marco Astorri, presidente e ceo di Bio-on. “La nuova frontiera dell’elettronica organica rientra da tempo nei piani di sviluppo della nostra bioplastica, un prodotto piattaforma che ha già dimostrato di poter essere utilizzato in vari settori industriali per creare prodotti ecosostenibili. Per questo vogliamo condividere la nostra tecnologia con un partner industriale come Kartell che rappresenta l’eccellenza italiana nel mondo”.
La bioplastica e i materiali sviluppati da Bio-on (PHAs o poli-idrossi-alcanoati) sono di origine esclusivamente vegetale e “sono ottenuti da fonti rinnovabili senza alcuna competizione con le filiere alimentari”, si legge in un comunicato dell’azienda. Le materie prime utilizzate provengono da fonti di scarto di lavorazioni agricole, tra cui melassi e sughi di scarto di canna da zucchero e di barbabietola da zucchero. A fronte della completa biodegradabilità, queste plastiche garantiscono, nella maggior parte dei casi, le medesime prestazioni e proprietà termo-meccaniche delle plastiche tradizionali.
Il costante aggiornamento e la ricerca di nuovi materiali e nuove tecnologie fanno parte della storia di Kartell. “Sono molto soddisfatto di esplorare il futuro ed in particolare di scoprire nuove tecnologie completamente diverse rispetto ai prodotti che abbiamo realizzato fino ad oggi”, ha dichiarato Claudio Luti, presidente di Kartell. “Questa partnership è in linea con le strategie di Kartell sempre alla ricerca di innovazione che possano accompagnare il marchio in un processo di crescita e di evoluzione industriale e di prodotto”. Le ricerche per l’applicazione di polimeri di origine vegetale nel settore dell’elettronica organica sono attualmente in corso nei laboratori Bio-on e i primi risultati sono attesi nel corso del 2018.
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