Raccolta differenziata

L’Italia del riciclo. Troppi rifiuti ancora in discarica

Nonostante in Italia si producano meno rifiuti della media europea, la maggior parte continua a finire in discarica. Da migliorare la raccolta differenziata e il compostaggio.

Resi noti i risultati dello studio annuale “L’Italia del
Riciclo
“, il Rapporto promosso da FISE Unire (l’Associazione di
Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e
dalla Fondazione per lo Sviluppo
Sostenibile
, elaborati su dati di fonte europea.

Ciò che emerge è che ancora troppi rifiuti finiscono in
discarica (15 milioni di tonnellate), mentre viene avviato al
recupero solo il 33%. Una media che si attesta intorno al 49%,
contro quella europea del 30%. Al Sud la maglia nera con
percentuali del 90% in Sicilia. Peggio di noi solo Portogallo e
Grecia.

“Anche il Rapporto di quest’anno – ha affermato Edo Ronchi,
presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile – mette in
luce come l’Italia abbia una gestione poco virtuosa dei suoi
rifiuti con un’altissima percentuale di ricorso alla discarica e
una bassa percentuale di riciclo effettivo”.

Basti pensare a Paesi come Austria, che recupera il 70% dei suoi
rifiuti o come Germania e Belgio (62%), o Svezia e Danimarca,
rispettvamente con il 50% e 42%. In questi Paesi, oltre a un
elevato tasso di riciclo, si ha un bassissimo ricorso alla discari:
tra lo 0 e il 3% dei rifiuti.

“Uno dei motivi principali di questa situazione – continua Ronchi –
è la bassa tassazione sullo smaltimento in discarica (15 euro
a tonnellate in Italia contro le 40 in Germania). Occorre dare
effettiva priorità al riciclo, così come obbliga a fare
la direttiva europea 98/2008 CE, ricorrendo anche agli incentivi
economici o fiscali in quelle filiere, per esempio quella delle
plastiche miste, dove il riciclo si trovi in condizioni di
svantaggio rispetto al recupero energetico”.

Il lato positivo. Da sottolineare comunque che nel
nostro Paese la produzione media pro-capite di rifiuti urbani, nel
2010, è stata pari a 536 chilogrammi per abitante, mentre la
media europea è di 542 kg. Cresce poi la raccolta
differenziata degli imballaggi, pari a 7,5 milioni di tonnellate
(+2% sul 2010), mentre il tasso di riciclo rimane stabile al 64%.
Crescono carta (+3%), plastica (+4%) e vetro (+7%), mentre calano
acciaio (-1%), alluminio (-13%) e legno (-5%). Numeri ancora bassi
rispetto la media europea sia per il riciclaggio (20% contro il 26%
dell’Ue) che per il compostaggio (13% contro il 16%).

“Il riciclo dei rifiuti – ha dichiarato Corrado Scapino, Presidente
di Unire – costituisce una delle priorità strategiche per lo
sviluppo della green economy. Gli obiettivi di riciclo europei
sono, per alcune filiere, ancora lontani e resta prioritaria
l’attivazione di nuove leve per stimolare il mercato dei materiali
riciclati, evitando politiche ambientali miopi e strumentali che
rischierebbero solo di frenare ulteriormente lo sviluppo
dell’industria del recupero”.

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