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Creare habitat per gli uccelli migratori e ripulire i fiumi, sempre più aziende stanno intraprendendo iniziative per salvaguardare la biodiversità.
Le foreste pluviali, le zone umide, gli animali, è ormai appurato che queste risorse, oltre ad avere un inestimabile valore intrinseco, hanno anche un valore economico. Le aziende stanno gradualmente iniziando a considerare questi fattori nella loro pianificazione della sostenibilità.
Nonostante gli sforzi crescenti per ridurre l’uso di acqua, la produzione di rifiuti e le emissioni, il mondo sta assistendo ad un drastico calo delle specie animali. Secondo Steve Elliot, professore dell’Università di Sydney Business School, proteggere questo capitale spetta anche alle aziende tramite iniziative di sostenibilità ambientale e riduzione delle emissioni.
In un recente rapporto, pubblicato sulla rivista New nature of business, Elliot e il suo team hanno studiato dieci aziende all’avanguardia nella lotta in difesa della biodiversità, tra cui Syngenta, Dow e Wipro.
In Spagna l’operatore della linea elettrica ha migliorato la compatibilità della propria infrastruttura elettrica con gli uccelli, mappando gli schemi di volo di 45 specie per ridurre il tasso di incidenti a causa della collisione con le linee elettriche.
Lo studio afferma che sarà decisiva la percezione che le aziende hanno delle risorse naturali. “I dirigenti delle imprese hanno bisogno di stabilire un nuovo rapporto con la natura, il business deve nutrire e allevare anziché consumare e distruggere”, si legge nel documento. Elliot cita diversi esempi di aziende che attribuiscono un valore economico a beni immateriali, come l’habitat degli uccelli migratori o l’acqua pulita per la deposizione delle uova dei pesci.
Come Pfizer, azienda leader del settore farmaceutico, che in collaborazione con il Wildlife Habitat Council ha creato all’interno del proprio campus in Michigan un’area protetta per ospitare le rondini e atri uccelli migratori. Una iniziativa simile è stata intrapresa da Wipro, una delle più grandi aziende del mondo nel settore dell’Ict, che ha convertito cinque dei propri campus aziendali in zone di protezione per la biodiversità.
Anche Intel, famosa società che progetta e sviluppa le tecnologie essenziali alla base dei dispositivi informatici, si sta muovendo in questa direzione. Sta infatti collaborando con i ricercatori dell’università di Dublino, i pescatori e le istituzioni per ripristinare le condizioni del fiume Rye, habitat prediletto di trote e salmoni.
Sono dunque numerose le aziende che si sono schierate dalla parte dell’ambiente e degli animali, è evidente che trote e salmoni non fanno parte della strategia aziendale di Intel, così come le rondini non sono correlate al business di Pfizer. Eppure queste iniziative hanno una conclusione in comune: per fare buoni affari è necessario vivere in un buon ambiente.
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