L’esposizione alle microplastiche ridurrebbe la fertilità. Anche se, ora, un documentario e un’esperta dimostrano che è un processo reversibile.
I grandi primati sono i nostri parenti più prossimi nel regno animale eppure sono ancora vittime della crudeltà dell’uomo. Per difendere i loro diritti è nato il Great Ape Project.
L’uomo, anche sa a volte ce lo dimentichiamo, appartiene all’ordine dei primati, proprio come le scimmie. All’interno dei primati possiamo trovare le cosiddette scimmie antropomorfe, ovvero quelle che per aspetto esteriore e struttura anatomica si avvicinano di più all’uomo. Le grandi scimmie, caratterizzate da faccia e dita prive di peli, arti anteriori più lunghi dei posteriori, denti canini ben sviluppati e dall’assenza di coda, sono lo scimpanzé (Pan troglodytes), il gorilla (Gorilla gorilla), l’orango (Pongo pygmaeus), il bonobo (Pan paniscus) e il gibbone (generi Hylobates e Nomascus).
Nel 1994 viene fondato un movimento internazionale per garantire la salvaguardia e il rispetto dei diritti fondamentali di questi nostri cugini silenziosi, il Great Ape Project (Gap). Proprio per rivendicare il diritto delle grandi scimmie alla vita, alla libertà e a non essere torturate, il Gap ha stilato la Dichiarazione mondiale dei grandi primati che certifica tali diritti e che dovrebbe essere accolta da tutti i paesi. L’istituzione del Gap è il frutto delle idee sviluppate nel libro omonimo scritto dai filosofi Paola Cavalieri, promotrice dell’estensione dei diritti morali agli animali, e Peter Singer, considerato uno dei padri del movimento per i diritti degli animali nel mondo.
Nel libro gli autori, avvalendosi anche di contributi di grandi esperti come la primatologa inglese Jane Goodall, spiegano come uomini e grandi primati condividano caratteristiche importanti, come l’organizzazione sociale, la comunicazione e i forti legami affettuosi tra gli individui, ciò dimostra in maniera inequivocabile la loro intelligenza e che dovrebbero godere di diritti simili ai nostri.
La differenza genetica tra uomo e scimpanzé è solo dell’1,23 per cento, siamo così simili che uno scimpanzé potrebbe donarci il sangue per una trasfusione e viceversa. D’altronde non ci sarebbe neanche bisogno di parlare di genetica e biologia, basta guardare negli occhi questi animali per rendersi conto che tra noi e loro non intercorre nessuna differenza e che hanno certamente quella che siamo soliti chiamare “anima”. Di conseguenza sfruttare i grandi primati nei laboratori, nei circhi e negli zoo è una forma di schiavitù e può essere comparata alla schiavitù di cui erano vittime gli africani fino a pochi secoli fa.
Facendo leva su questa similitudine e provando a sfruttare la stessa legge che portò nel 1839 alla liberazione degli schiavi africani che si erano ribellati nella goletta negriera spagnola “Amistad”, l’associazione The Nonhuman Rights Project ha chiesto, senza ottenerlo, lo status di persona giuridica per lo scimpanzé Tommy per garantirgli alcuni diritti fondamentali, quali il diritto alla libertà e all’integrità fisica.
Il Gap lotta per difendere i diritti dei grandi primati a vivere in libertà nel loro habitat naturale, quando questo diritto viene meno interviene per migliorare le vita e alleviare le sofferenze degli animali in cattività. Le scimmie che non possono essere reintrodotte in natura vengono accudite in apposite riserve nelle quali cercare di smaltire i traumi accumulati da una vita in gabbia, qui gli animali formano gruppi sociali e si possono riprodurre.
“Uno scimpanzé non è un animale domestico e non può essere utilizzato come un oggetto per divertimento o per un esperimento scientifico – ha dichiarato il dottor Pedro A. Ynterian, fondatore del Gap Brasile e direttore del Gap internazionale dal 2006. – Pensano, sviluppano affetto, odiano, soffrono e imparano, proprio come noi. L’unica differenza è che non parlano, ma comunicano attraverso gesti, suoni ed espressioni facciali”.
Nel nostro piccolo ognuno di noi può fare qualcosa, incominciando a non frequentare più circhi e zoo, perché non c’è niente di divertente nel vedere un fratello in catene.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
L’esposizione alle microplastiche ridurrebbe la fertilità. Anche se, ora, un documentario e un’esperta dimostrano che è un processo reversibile.
Dal 28 marzo c’è allarme in Abruzzo, si rischia un nuovo caso Niscemi: gli esperti parlano di “paleofrana”. Sullo sfondo lacune non locali ma nazionali.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.
2.900 progetti ambientali e sociali in Italia e all’estero con enti del terzo settore. Il bando del servizio civile è aperto fino all’8 aprile per le ragazze e i ragazzi tra i 18 e i 28 anni.
Ecosistemi complessi, le marine animal forests forniscono servizi essenziali per la sopravvivenza di molte specie, inclusa la nostra.
Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Nell’ambito della Forestami Academy, alcune classi di Milano avranno accesso a un programma educativo sulla tree canopy cover, in collaborazione con il Gruppo Prada.
Il mondo è in “bancarotta idrica” e il Blue Book 2026 fotografa un paese che spreca quasi quattro litri su dieci e dove imperano le disuguaglianze.
Il nuovo presidente del Cile, José Antonio Kast, ha immediatamente sospeso decine di norme per la protezione di clima, natura e ambiente.