Mente libera in corpo sano

Proviamo a percepire il valore di avere una mente libera da tutti gli stimoli e dalle distrazioni, in grado di sperimentare la coscienza mentale proprio com’è

E’ proprio la mente libera a
essere la base e allo stesso tempo il cuore di tutta la profonda
ricerca del Buddha.

Egli si rese conto molti secoli addietro, dopo una lunga e
coraggiosa ricerca, che le nostre possibilità di
sperimentare felicità
o
disagio
dipendono esclusivamente dal modo in cui la
nostra mente si pone in relazione con la “realtà” e con noi
stessi. Ciò non ha a a che vedere con le differenze
culturali, di tempo o di razza.

Prima dell’illuminazione, il Buddha storico si manifestò
come un individuo come tutti noi, con le sue paure, insoddisfazioni
e domande. Per darsi delle risposte mise in gioco se stesso e
ciò che possedeva, e iniziò la sua ricerca
interiore
. Fu certamente un percorso faticoso, non
privo di ostacoli, che durò molti anni durante i quali egli
mise in discussione tutto quello che gli proveniva dalla sua stessa
cultura. Alla fine riuscì a ottenere un risultato di
conoscenza che possiamo ritenere, per profondità e acutezza,
il più significativo della storia di questa nostra era.

Buddha capì proprio che la profonda e sottile comprensione di se
stesso
e della realtà dipendeva da quanto
più riusciva a comprendere la mente, la sua natura, le sue
potenzialità e le sue capacità di trasformazione.
Perché, se è vero che la mente è in grado di
costruire da sola gli inferni più terribili, è anche
vero che ha tutte le capacità per liberarsi dai disagi e
dall’insoddisfazione ed emergere in una condizione di perfetto
equilibrio, pace, stabilità e apertura.

Egli capì che ogni nostra possibilità di vivere
questa o altre vite in modo significativo, sereno e soddisfatto,
dipende esclusivamente da noi stessi e da come riusciamo a
utilizzare la nostra mente e le sue potenzialità,
e che non è il caso di aspettarsi niente di particolare da
entità esterne che, a un’analisi approfondita, sembrano
essere frutto dell’ennesima costruzione della mente stessa.

Il punto è che, se cerchiamo di lasciar perdere

Il punto è che, se cerchiamo di lasciar perdere i nostri
continui tentativi di auto-giustificarci, sarà molto chiaro
il fatto che noi vediamo l’ambiente che ci circonda come ostile,
come piacevole o come indifferente a causa delle nostre
elaborazioni concettuali, che sono frutto del lavoro della nostra
mente.

Inoltre, tramite il filtro delle afflizioni mentali, interpretiamo
il mondo e mettiamo in atto comportamenti che depositano
un’impronta nella nostra mente, una tendenza che ci farà
ripetere e rivivere le stesse situazioni in futuro, sotto forme che
possono apparire anche differenti, ma che di fatto derivano dai
medesimi condizionamenti
mentali
che li hanno preceduti. Questo è il
funzionamento del karma e la mente è la sede nella quale
tale processo nasce e si alimenta.

Proviamo ad osservare come la nostra mente limitata e confusa possa
cambiare, quale gran potenziale di saggezza e di compassione
possediamo e come possiamo apprendere i metodi per sbloccare tale
potenziale.

Proviamo a percepire il valore di avere una mente libera da tutti
gli stimoli e dalle distrazioni, in grado di sperimentare la
coscienza mentale proprio com’è: scoprirne la natura chiara
e cognitiva, il suo potenziale d’amore e di tutte le altre buone
qualità, specialmente la saggezza intuitiva, la
capacità di conoscere le cose come realmente sono, liberi da
giudizi, condizionamenti, proiezioni.

Nanni
Deambrogio

Istituto Lama Tzong Khapa

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