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Una nuova piattaforma open data e partecipativa raccoglie tutti i progetti delle città intelligenti in Italia: per conoscere, condividere, ma soprattutto poter replicare, quanto più possibile, le best practice.
Quanti progetti di smart city ci sono in Italia? Cosa riguardano? Quali funzionano? Quali, ancora, di questi esempi virtuosi è possibile replicare? Le risposte a tutte queste domande si possono trovare online, digitando l’indirizzo www.italiansmartcity.it e approdando così su una piattaforma che ha visto la nascita lo scorso maggio, ma che ha richiesto un lavoro lungo due anni da parte dei suoi promotori, ovvero le amministrazioni locali con l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani), l’Osservatorio smart city e ForumPA (una società specializzata in relazioni pubbliche e comunicazione istituzionale). Un periodo di tempo in cui sono stati raccolti e analizzati quanti più dati possibili in grado di spiegare al meglio ogni singolo progetto di città intelligente sul territorio italiano. Il fine, raccontare le best practice e le innovazioni che alcune comunità in tutta Italia stanno realizzando per restituire così un insieme di attività che stanno funzionando e che possono diventare un modello.
Dunque il sito è una sorta di catalogo, di mappa delle esperienze “smart” lungo lo stivale, è un luogo di confronto, condivisione e scambio tra cittadini, aziende, ricercatori per favorire la nascita e lo sviluppo delle buone pratiche, è una vetrina per chi è in cerca di investitori e stakeholder.La piattaforma Italian Smart Cities è open source, open data e soprattutto partecipativa. Si può consultare con una ricerca per Comune, oppure per argomento/ambito (Environment, Economy, Energy, People, Governance, Mobility, Living e Planning). Inoltre ogni Comune è invitato ad aggiornare continuamente il suo profilo con linee guida, caratteristiche tecniche e dati finanziari dell’iniziativa.
Tra i progetti che si possono trovare, molti riguardano la mobilità sostenibile. Il comune di Siena ha installato in città e nei dintorni 43 colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, per un totale di circa 15 postazioni; Firenze ha approvato un piano per l’acquisto di 85 nuovi mezzi elettrici della flotta comunale; a Treviso il BiciPlan, un atto di indirizzo urbanistico, si propone di realizzare nuove infrastrutture ciclabili e pedonali all’interno di aree urbane non ancora attrezzate. A Mola di Bari si sta pensando a un Ecometro, dieci percorsi dove muoversi in bicicletta, in risciò, a cavallo e a piedi: una mobilità lenta che permette di spostarsi apprezzando i beni ambientali e monumentali del territorio.
Dal bike sharing all’adozione di aree verdi da parte dei cittadini, dalla scuola 2.0 alla videosorveglianza intelligente, dal wi-fi pubblico gratuito alla mobilità elettrica, il sito contiene circa 1.200 progetti sostenibili che riguardano l’economia, l’ambiente, la mobilità, lo sfruttamento delle risorse per un totale di 110 città coinvolte, quindici milioni di cittadini beneficiari e quattro miliardi di investimenti realizzati. E non è solo che l’inizio.
D’altronde il bisogno di sostenibilità da parte delle persone è sempre più forte e consapevole e anche uscendo dai confini italiani si possono trovare progetti funzionanti e replicabili: è il caso della città di Grenoble, in Francia, dove un programma di collaborazione tra Citélib (azienda di car sharing) e Toyota integra il trasporto pubblico alla mobilità individuale attraverso un servizio di car sharing con veicoli elettrici, dunque a zero emissioni. Una volta scesi dai mezzi pubblici (perché è terminato l’orario di servizio, perché la meta non è più raggiungibile se non con l’auto) si può proseguire il percorso con una 35 i-Road (due posti, 3 ruote, equipaggiata con la Active Lean Technology) o una 35 COMS (posto unico, quattro ruote, uno scomparto per piccoli carichi), messe a disposizione da Toyota introducendo un modo nuovo e divertente di intendere la guida.
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