Sviluppo sostenibile, per l’Asvis la legge di bilancio 2020 è un primo passo in avanti

L’Asvis analizza l’impatto della legge di bilancio 2020 sui 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: norma promossa ma con alcune riserve.

La legge di bilancio 2020, varata dal governo alla fine dello scorso anno, è molto attenta ai temi legati allo sviluppo sostenibile. Dal legame tra incentivi per Industria 4.0 ed economia circolare al varo di un Green new deal italiano, all’impegno per la mobilità sostenibile e per l’innovazione, passando per la lotta alle disuguaglianze di genere e per l’attenzione ai problemi abitativi e delle periferie, molti provvedimenti recepiscono alcune delle proposte dell’Alleanza nazionale per lo sviluppo sostenibile. Per la quale però si evidenziano anche insufficienze significative: tra queste, la tutela della biodiversità e l’assegnazione di risorse adeguate a istruzione, cooperazione allo sviluppo e occupazione giovanile.

«Ma l’efficacia della legge di bilancio dipenderà dai decreti attuativi»

È quello che emerge dal rapporto dell’Asvis intitolato “La Legge di Bilancio 2020 e lo sviluppo sostenibile. Esame dei provvedimenti e situazione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030”. Uno studio realizzato con l’aiuto di 600 esperti delle organizzazioni aderenti appartenenti ai gruppi di lavoro dell’Asvis, che il portavoce Enrico Giovannini sintetizza così: “Valutiamo positivamente la legge, anche se l’efficacia dei provvedimenti dipenderà dalla rapidità e dai contenuti dei decreti attuativi. Questo vale, in particolare, per le spese per gli investimenti, tema sul quale l’Italia ha accumulato nel passato drammatici ritardi. Per questo, l’Asvis seguirà da vicino l’attuazione dei singoli provvedimenti, fornendo una valutazione più puntuale possibile in occasione della redazione del rapporto di ottobre 2020”.

Giovannini è soddisfatto inoltre del fatto che dall’analisi emerga anche il recepimento di alcune delle proposte su cui Asvis ha sollecitato i governi negli ultimi anni: “Notiamo maggiore sensibilità e impegno del governo verso uno sviluppo che sia sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale“.

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Attenzione però, perché 21 dei 169 target dell’Agenda sono in scadenza già in questo 2020, “e la popolazione chiede investimenti non solo per il futuro ma anche per il presente: in Italia abbiamo 80mila morti all’anno per inquinamento, dobbiamo creare una strategia per arrivare al 50 per cento di morti in meno per incidenti stradali, e anche questa emergenza coronavirus ci aiuterà a scoprire altri temi che normalmente non prendono l’attenzione dei mezzi d’informazione. E molto poco è stato fatto per esempio sul goal relativo alla sicurezza idrica“.

Ma il punto più critico individuato dal rapporto è quello che riguarda il green deal: “Il tavolo predisposto è debole, non allineato con le nuove priorità europee, non è una base sufficiente. E soprattutto c’è un problema nella gestione dei 19 miliardi ambientalmente dannosi che ogni anno lo Stato eroga a privati e imprese e che dovrebbero essere convertiti in sussidi per la sostenibilità. Di questo non c’è traccia nella legge di bilancio, ma non devono diventare soldi per far cassa per il deficit”.

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L’analisi obiettivo per obiettivo

In sintesi, questo è il quadro disegnato dal rapporto: 

  • Obiettivo 1, porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo – Il ruolo principale nella lotta alla povertà è affidato al reddito di cittadinanza, strumento importante, che però nella sua formulazione e nelle modalità di realizzazione (specialmente per ciò che concerne l’avviamento al lavoro e i controlli sul diritto al sussidio) continua a sollevare diverse perplessità. Per quanto riguarda le dimensioni non monetarie della povertà, emergono interventi che affrontano (ma con risorse limitate) alcune questioni molto rilevanti, come la povertà educativa e minorile, l’accesso ai servizi della salute e all’abitazione. Positive risultano le misure relative al Mezzogiorno, con un’attenzione alle infrastrutture sociali e al rifinanziamento di alcune misure già esistenti, e l’intenzione di riordinare le prestazioni a sostegno delle famiglie per i figli a carico.

  • Obiettivo 2, porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile  Sono previste misure che agiscono sui livelli di reddito, sul miglioramento della competitività e del capitale umano, sulla tutela del territorio e l’internazionalizzazione. Questi interventi possono contribuire a migliorare i risultati economici del sistema food, ma l’indirizzo strategico alla sostenibilità è solo accennato.
  • Obiettivo 3, assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età – La maggior parte dei provvedimenti può essere ricondotti all’intenzione di assicurare una copertura sanitaria universale e l’accesso a servizi e farmaci essenziali. Continua la tendenza al maggiore finanziamento del servizio sanitario nazionale e significativa è l’abolizione della quota fissa di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie, in attesa della revisione generale del sistema dei ticket.
  • Obiettivo 4, assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti – La legge di bilancio non contiene disposizioni in grado di modificare in profondità un settore in evidente ritardo, anche se è significativo il reperimento di risorse per sbloccare il rinnovo contrattuale dei docenti e del personale per il triennio 2019-21. Importanti sono gli interventi relativi agli spazi di apprendimento inclusivi, sicuri, efficaci e sostenibili e le consistenti risorse messe a disposizione dell’edilizia scolastica. Positiva è l’attenzione alla fascia dei più piccoli e l’aumento delle risorse a garanzia del diritto allo studio universitario. Mancano, invece, interventi sull’istruzione degli adulti, su cui l’Italia è nettamente in ritardo rispetto ad altri paesi.

  • Obiettivo 5, raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment di tutte le donne e le ragazze – La legge di bilancio affronta il tema degli squilibri di genere principalmente nell’ambito della famiglia, con provvedimenti non strutturali, con fondi quasi sempre insufficienti. Positiva è l’attenzione verso il contrasto alla violenza di genere, con l’aumento dei fondi per campagne di sensibilizzazione e informazione. Importante è il provvedimento a favore degli orfani causati dai femminicidi. Da valutare positivamente anche l’estensione del periodo di congedo obbligatorio di paternità per i lavoratori dipendenti e il potenziamento della legge sulla quota di genere nei consigli di amministrazione.
  • Obiettivo 6, garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienicosanitarie – La legge di bilancio 2020 non ha un focus specifico sul tema dell’acqua. Diverse misure generali (come il Green new deal e quelle per lo sviluppo territoriale sostenibile) e alcune specifiche (innovazione in agricoltura, agricoltura biologica e riduzione dell’inquinamento, con particolare riferimento alla plastica) possono contribuire al conseguimento dell’obiettivo 6, ma manca un adeguato impegno per affrontare la fragilità degli ecosistemi di acqua dolce, specialmente in presenza dei cambiamenti climatici.

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  • Obiettivo 7, assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni -La legge di bilancio interviene, più che in passato, sui temi ambientali, sulla decarbonizzazione e sull’economia circolare, lanciando il Green new deal italiano. Purtroppo, essa non taglia in modo significativo l’erogazione degli incentivi dannosi per l’ambiente e alle fonti fossili, che ammontano complessivamente a oltre 19 miliardi di euro, risorse che devono essere finalizzate a investimenti per una giusta transizione energetica e per lo sviluppo sostenibile. Non c’è un impegno deciso per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Positivi, ma limitati, sono i provvedimenti riguardanti il settore trasporti e l’efficienza energetica.

  • Obiettivo 8 (Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti). La legge, pur considerando il contesto difficile nel quale è stata elaborata, non introduce modifiche in grado di ridurre significativamente il differenziale di crescita e di occupazione rispetto ad altri paesi. In particolare, le risorse dedicate ai singoli strumenti, pur positivi, sono largamente insufficienti (Carta Nazionale per i giovani, Fondo nazionale per il servizio civile, Fondo Cresci al Sud). Numerose misure rimandano a complessi provvedimenti normativi successivi, che presuppongono una persistenza nelle linee di azione del governo. Infine, mancano interventi riguardanti i cosiddetti Neet (giovani che non studiano, non lavorano e non fanno attività di formazione), mentre la positiva sterilizzazione dell’aumento dell’Iva solo per il 2020 mette a rischio provvedimenti a 8 carattere pluriennale come il Green new deal.
  •  Obiettivo 9 – Costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione e una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile. Gli interventi sono in linea con le proposte dell’Asvis relative alla digitalizzazione e all’ammodernamento delle infrastrutture esistenti. Tuttavia, le norme risultano essere ancora di entità finanziaria non sufficiente e a risentirne sono, in particolare, le aree relative al trasporto intermodale e ferroviario. Sono individuati diversi interventi per il monitoraggio, la vigilanza, la manutenzione e la messa in sicurezza di servizi, reti viarie, edifici e territori, tema di estrema attualità e rilevanza. Anche quanto previsto riguardo l’industrializzazione inclusiva e sostenibile va nella direzione auspicata (ad esempio, l’incremento del Fondo per la crescita sostenibile e la riconversione e riqualificazione produttiva delle aree di crisi industriale). Fondamentali sono gli interventi sul credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative a supporto della competitività delle imprese (anche se manca una spinta forte all’imprenditorialità sostenibile), e quello per i sistemi di monitoraggio strutturale degli immobili.
  •  Obiettivo 10 – Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le nazioni. Alcune misure volte alla riduzione delle disuguaglianze rappresentano un primo passo necessario, ma non ancora sufficiente. Nell’azione redistributiva dello Stato continua a prevalere la più tradizionale modalità di intervento sulle singole persone/famiglie svantaggiate, che non si accompagna tuttavia a un potenziamento dei servizi. Evidente, e positivo, appare il cambio di direzione rispetto alla stagione dei condoni e della flat tax, ma le risorse per investimenti e le misure pre-redistributive che più direttamente possono segnare la fase di formazione dei redditi primari e quella dell’accesso ai servizi essenziali per i ceti più deboli, rimangono limitate. Positive sono le misure per l’accesso alle abitazioni e la qualità dell’abitare, così come la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva, che avrebbe aggravato la condizione delle famiglie più povere e delle famiglie con figli, e l’istituzione del Fondo assegno universale e servizi alla famiglia, primo passo verso il riordino delle prestazioni.
Rapporto Istat sulla povertà
Secondo il nuovo rapporto Istat, più di 5 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta © Barbara Durand / Flickr
  • Obiettivo 11 – Rendere la città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. Una delle novità più rilevanti è il ripristino del finanziamento del Fondo sociale per l’affitto, destinato a chi non ha i requisiti per l’abitazione sociale ma ha difficoltà ad accedere al mercato libero. Positiva è la riduzione della cedolare secca per i contratti a canone concordato. Molto contenute sono le risorse per il Programma per la qualità dell’abitare, il quale non prevede il vincolo del consumo di suolo netto pari a zero per gli interventi previsti e i criteri preferenziali per il recupero degli immobili non utilizzati e delle aree dismesse. Negativa è, invece, la riduzione delle risorse destinate agli investimenti, mentre da valutare favorevolmente sono il bonus facciate, anche come contributo alla riqualificazione edilizia urbana, il rifinanziamento del Bonus cultura per i diciottenni e l’incremento dei fondi destinati alla conservazione e recupero dei beni culturali, anche se va segnalato il rischio che il Bonus facciate, slegato dal risparmio energetico, si sostituisca all’ecobonus. Analogamente, il Green new deal, destinato anche all’efficientamento del patrimonio abitativo, dovrebbe essere collegato agli altri interventi di rigenerazione ed essere coordinato alle altre fonti di finanziamento locali attraverso l’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile (peraltro, inserita nel programma di governo), che si rivela sempre più necessaria e urgente.
  • Obiettivo 13 – Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze – La legge di bilancio non coglie l’urgenza di predisporre gli strumenti adeguati per una “giusta transizione”, purtroppo in coerenza con la versione definitiva del Piano nazionale Integrato Energia-Clima (Pniec), debole e incoerente con i nuovi obiettivi posti a livello europeo. Questa carenza si aggiunge alla limitatezza dei fondi previsti a fine 2019 per il decreto Clima.  Positiva è la misura che assicura la continuità del finanziamento italiano al Green climate fund. Con riferimento al Green new deal, si auspica che i decreti attuativi definiscano con chiarezza: una tassonomia delle attività e dei progetti investibili in linea con i modelli in via di elaborazione a livello Ue; i criteri per la qualificazione dei professionisti indipendenti che dovranno certificare il conseguimento dei risultati e adeguate procedure attuative, di monitoraggio, di rendicontazione, di garanzia di contraddittorio e di pubblicizzazione dei risultati.
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I cambiamenti climatici sono una delle minacce più gravi che l’umanità deve affrontare secondo gli scienziati © Joe Raedle/Getty
  • Obiettivo 14 – Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile. Dalla legge di Bilancio 2020 emerge una mancanza di attenzione verso il mare, fondamentale per il futuro di noi tutti, soprattutto vista l’ampiezza della fascia costiera del nostro Paese. Tale carenza è ancora più inspiegabile vista la scadenza al 2020 di quattro dei nove target del goal 14 e gli inadempimenti dell’Italia rispetto all’attuazione della Strategia sull’ambiente marino, la scadenza al 2020 degli Aichi Targets della Convenzione per la Diversità Biologica e quanto previsto dalle Strategie europea e nazionale per la biodiversità. Si tratta di impegni e strumenti normativi tra loro coerenti e convergenti con medesima scadenza 2020 e che, proprio quest’anno, saranno sottoposti alla nuova formulazione per il prossimo decennio con l’obiettivo ambizioso di invertire la tendenza all’attuale drammatica perdita di biodiversità.
  • Obiettivo 15 – Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire in modo sostenibile le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica. Pur prendendo atto delle diverse misure previste nella legge di bilancio 2020, dalle più generali destinate al Green new deal e allo sviluppo territoriale sostenibile, alle altre specifiche già richiamate (innovazione in agricoltura e agricoltura biologica, riduzione dell’inquinamento con particolare riferimento alla plastica), si nota la mancanza di misure specifiche per la tutela della biodiversità. La spesa destinata espressamente ai beni naturali rimane ancora una volta marginale.

  • Obiettivo 16 – Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile, offrire l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli.  La legge di bilancio contiene poche misure su questo tema, anche perché gli interventi sul sistema giudiziario sono oggetto di provvedimenti ad hoc. Positivo è l’impegno per il contrasto alle condotte corruttive e all’evasione fiscale, anch’essa oggetto di un provvedimento parallelo. È però opportuno segnalare la reiterazione della prassi procedurale seguita in Parlamento per l’esame e l’approvazione della legge di bilancio 2020, culminata ancora una volta nella presentazione di un maxiemendamento su cui è posta la questione di fiducia, il che ha prodotto, anche quest’anno, una compressione del dibattito parlamentare e un indebolimento della funzione legislativa.
  •  Obiettivo 17 – Rafforzare il partenariato mondiale e i mezzi di attuazione per lo sviluppo sostenibile – L’impatto più significativo della legge di bilancio sul goal 17 riguarda la quantità dei fondi destinati all’Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) e altri target che riguardano aspetti specifici della cooperazione allo sviluppo. In particolare, si evidenzia un quadro di risorse destinate all’Aps sostanzialmente identico a quanto stanziato dalla precedente legge di bilancio per il 2019 e ben lontano dagli impegni assunti in sede internazionale.

Un cambio di passo nell’opinione pubblica

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In fondo, però, come dice Giovannini, “siamo soddisfatti di questa legge di bilancio soprattutto perché segna un cambio di passo rispetto a quelle degli anni precedenti”. Un cambio di passo che corrisponde a quello effettuato dall’opinione pubblica negli ultimi 12 mesi: secondo la rilevazione annuale condotta per la Fondazione Unipolis, infatti, la quota di popolazione che afferma di conoscere l’Agenda 2030 è pari al 28,2 per cento, con un aumento di circa sette punti nell’ultimo anno, e le richieste principali degli italiani sono l’acqua pulita, la buona salute, le azioni per il clima e l’energia rinnovabile.

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