In Libano stanno creando brocche e bicchieri dalle macerie di vetro delle esplosioni

Un gruppo di cittadini libanesi sta riciclando le macerie di vetro delle esplosioni di agosto, così da dare loro nuova vita come oggetti domestici.

Trasformare una delle più grandi tragedie nella memoria del paese in un’opportunità. È la filosofia che sta guidando un gruppo di cittadini libanesi in un progetto di upcycling che parte dalle macerie delle violente esplosioni di Beirut del 4 agosto e finisce nelle case della popolazione. I vetri distrutti riconvertiti in brocche, bicchieri e altri oggetti, un modo per ridare vita a un pezzo di città distrutto, ma anche per mandare un messaggio a un paese dove la logica del riciclo ha sempre fatto fatica ad attecchire.

In Libano si ricicla troppo poco

Il Libano non ha un buon rapporto con i suoi rifiuti. Nel 2015 migliaia di persone si sono riversate in strada per protestare contro l’incapacità di smaltimento del paese, mentre le vie di Beirut erano un pullulare di spazzatura lasciata a marcire per giorni. Era nato anche un apposito movimento, chiamato Puzzate. Negli anni successivi il tema è tornato a farsi sentire e ancora oggi quello dei rifiuti è uno dei pilastri delle proteste di piazza.

In effetti il paese è stato dichiarato il quinto più inquinato al mondo, secondo il Pollution index, che prende in considerazione la contaminazione dell’acqua, dell’aria e del suolo. A influire in questo senso, i continui roghi di rifiuti, lo stoccaggio diffuso a cielo aperto, gli scarichi nelle acque fluviali e marine. Un contesto di totale assenza di strategia nazionale nella gestione dei rifiuti, che si è fatto sentire anche nell’ambito del riciclaggio. Solo l8 per cento dei rifiuti riciclabili del paese entra effettivamente nel ciclo del riciclo, un dato irrisorio, che mostra come manchi completamente una sensibilità istituzionale e cittadina sul tema.

Nel tempo sono nate diverse realtà private, decise a riempire i buchi lasciati dalla politica. Recycle Beirut, Ganatch, Live love recycle, Arcenciel, sono alcuni degli enti che hanno messo a disposizione della popolazione servizi di raccolta rifiuti in ottica riciclaggio. Un modo per avvicinare la popolazione al tema, così anche da costruire una cultura diffusa in tal senso, totalmente assente in Libano.

Una nuova vita per le macerie

La nuova iniziativa di riciclo creativo, upcycling, diventata popolare in Libano, prevede la riconversione in oggetti domestici delle macerie di vetro lasciate sul terreno dalle violente esplosioni del 4 agosto.

Quel giorno un deposito di nitrato d’ammonio nel porto di Beirut ha preso fuoco, dando vita a una serie di deflagrazioni tra le più violente mai viste nella storia recente, in Libano come altrove. Sono morte 190 persone, si contano ancora diversi feriti e dispersi e un pezzo intero di città è stato raso al suolo. Le strade vicine al porto si sono trasformate in depositi di detriti e macerie e subito sono iniziati i lavori per liberare e smaltire le tonnellate di materiale.

Una stima sottolinea come solo di vetro ci siano macerie per 5mila tonnellate. Una parte di esse è finita nel nord del Libano, precisamente a Tripoli, dove alcune aziende le stanno trattando per dare loro nuova vita.

All made from shattered glass from the #BeirutBlastAvailable at ggril.org

Pubblicato da GGRIL. Green Glass Recycling Initiative – Lebanon su Sabato 5 settembre 2020

Un piccolo esercito di volontari ed enti privati ha portato 58 tonnellate di detriti di vetro verso aziende come la Uniglass o la Koub/Golden Glass in queste settimane. Qui diversi dipendenti sono impegnati tutto il giorno nell’attività di trattamento, dagli stampi al soffiaggio, fino a dare vita a oggetti di vario tipo, su tutti le tipiche brocche libanesi.

Un ruolo di primo piano nel coordinamento del ciclo di riciclaggio lo sta avendo Ziad Abichaker, amministratore delegato della Cedar environmental, un’organizzazione non governativa attiva da anni in Libano nell’ambito della sostenibilità ambientale e della raccolta differenziata. Sono loro ad aver messo in piedi un team di operatori impegnati nella riqualificazione delle macerie di vetro e ancora oggi è aperta una call per i volontari che volessero dare una mano a consolidare l’iniziativa. L’obiettivo è di arrivare a trattare 250 tonnellate di vetro, servono dunque nuove risorse umane.

تدوير زجاج المرفأ

من حطام إلى زجاج قابل للاستخدام، متطوعون لبنانيون يجمعون الزجاج المتناثر بسبب انفجار المرفأ لإعادة تدويره

Pubblicato da ‎DW عربية‎ su Giovedì 3 settembre 2020

Proprio questo coinvolgimento continuo della società civile è tra i punti di forza del progetto. Non c’è solo il desiderio di non far andare sprecata una quantità immensa di materiale, ma anche quello di sensibilizzare la popolazione sulla cultura del riciclo, in un paese in cui essa di fatto non esiste. Dal peggior dramma della storia recente libanese può allora venire un’opportunità per la sostenibilità socio-ambientale del paese.

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