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L’obiettivo della piattaforma, lanciata in collaborazione con Google, è di generare mappe annuali relative all’uso del suolo e ai cambiamenti della silvicoltura in Brasile negli ultimi 30 anni.
L’Amazzonia brasiliana, la più grande estensione al mondo di foresta primaria, si sta gradualmente e inesorabilmente assottigliando a causa della deforestazione. La distruzione della foresta amazzonica ha subito un notevole incremento, raggiungendo, tra il 2000 e il 2007, un tasso medio di deforestazione di 19,368 chilometri quadrati all’anno, in particolare a causa dell’allevamento di bovini.
Per contribuire a proteggere l’ultimo grande polmone verde del pianeta è nata MapBiomas, una piattaforma per monitorare con precisione la deforestazione. Una rete di oltre venti organizzazioni, in collaborazione con Google, ha lanciato la nuova piattaforma open access lo scorso 26 novembre.
MapBiomas mapperà l’utilizzo del suolo e il cambiamento della copertura del suolo avvenuti in Brasile dal 1985 ad oggi. Attualmente i dati sul cambiamento di uso del suolo in Brasile vengono rilasciati ogni cinque/otto anni. MapBiomas mira invece a generare mappe annuali sui mutamenti del suolo e della silvicoltura e a tenerle aggiornate.
La piattaforma consentirà agli utenti di analizzare i cambiamenti nei diversi biomi terrestri, come l’Amazzonia, il Pantanal e la foresta atlantica, così come potranno essere monitorati i terreni agricoli, i pascoli e le zone costiere. “Saremo in grado di sapere quanta foresta è stata convertita a pascolo, quante mangrovie sono state abbattute per incrementare l’urbanizzazione”, ha spiegato Pedro Walfir, coordinatore delle aree costiere di MapBiomas.
MapBiomas è stata attualmente rilasciata in versione beta e la prima serie di mappe, relative al periodo 2008-2015, sarà disponibile nella prima metà del 2016. “La produzione di mappe annuali cambierà il nostro modo di vedere le dinamiche di uso del suolo in Brasile e questo sarà possibile grazie all’applicazione di nuove tecnologie e strumenti che non esistevano fino a pochi anni fa”, ha dichiarato il coordinatore generale del progetto, Tasso Azevedo.
MapBiomas utilizza il motore di Google Earth per elaborare e distribuire rapidamente le immagini satellitari. La piattaforma è accessibile a tutti e fornirà dati e codici agli utenti, consentendo ai ricercatori di tutto il mondo di utilizzare le mappe di MapBiomas.
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