Con il suo progetto per la convivenza tra uomo e fauna selvatica, Salviamo l’Orso si aggiudica il premio per l’Italia dei Defender Awards 2025.
Gli elefanti uccisi in Gabon negli ultimi otto anni sarebbero stati 11mila, circa i due terzi della popolazione totale del parco Minkebe secondo uno studio condotto dall’Agenzia dei parchi nazionali del paese dell’Africa occidentale, in collaborazione con Wwf e Wildlife Conservation Society (Wcs).
C’è una guerra per l’avorio in Africa.
Il fronte è il Gabon e il parco più colpito è il
Minkebe (11mila elefanti africani morti) che
ospita la popolazione più consistente di pachidermi che vivono
lungo il bacino del fiume Congo.
“La situazione è fuori controllo. Stiamo
assistendo al massacro sistematico del più grande mammifero
terreno del mondo. Alcuni studi fanno credere che la guerra per
l’avorio si sia spostata dall’Africa centrale ad altre parti del
continente. Questo è sbagliato. Ciò che è cambiato
è che ora questi criminali stanno attaccando anche le
popolazioni di elefanti che si credevano più protette in
Africa orientale e meridionale”, ha affermato a Adnkronos Massimiliano Rocco, responsabile Specie del
Wwf Italia.
I dati dello studio sul Gabon sono indicativi
di una tendenza che si sta verificando anche in altre regioni
dell’Africa. La Repubblica Democratica del Congo oggi dovrebbe
ospitare tra settemila e diecimila elefanti, meno del 10 per cento
della popolazione censita vent’anni fa. La Repubblica
Centrafricana, che negli anni Ottanta ospitava circa 80mila
esemplari, oggi ne ospita poche migliaia, soprattutto a causa
dell’instabilità politica che ha portato molti bracconieri ad
approfittare della situazione.
Per cercare di coinvolgere più persone
possibili e fermare il massacro di elefanti, il Wwf ha lanciato una
petizione internazionale per chiedere al primo ministro
thailandese Yingluck Shinawatra di vietare ogni forma di commercio
di avorio con l’Africa. Thailandia e Cina, infatti, sono i due
paesi verso cui viene spedita la maggior parte dell’avorio illegale
africano.
La Thailandia è anche il paese che ospiterà la prossima
conferenza della Convenzione sul commercio internazionale delle
specie minacciate di estinzione (Cites) dal 3 al 14 marzo a Bangkok. Il Parlamento europeo ha approvato il 6 febbraio
una risoluzione per chiedere che venga messa all’ordine del
giorno la necessità di “incrementare gli impegni assunti” con
la Cites per far sì che il commercio di avorio venga reso
illegale in ogni parte del mondo.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Con il suo progetto per la convivenza tra uomo e fauna selvatica, Salviamo l’Orso si aggiudica il premio per l’Italia dei Defender Awards 2025.
Nel cuore dell’Ecuador convivono lo sfruttamento delle risorse e la determinazione della guardia indigena e dei popoli che difendono la foresta come bene comune per l’intera umanità.
Il Tyler Prize, considerato il “Nobel per l’ambiente”, è andato a Toby Kiers, biologa statunitense che lavora ad Amsterdam.
L’ecologa e attivista Arianna Liconti ci accompagna in un viaggio tra divulgazione e racconto alla scoperta del 71% del pianeta, nel nuovo podcast prodotto da LifeGate e la Water Defenders Alliance.
Le fiamme nella Patagonia argentina hanno già bruciato 150 kmq di territorio. Eppure, nel 2025 il presidente Milei ha tagliato del 70% le risorse antincendio.
Un gruppo di ricercatori tedeschi ha inventato un filtro bio based che trattiene il 99 per cento delle microplastiche durante il lavaggio.
Secondo una ricerca, la teobromina, una sostanza chimica presente nel cioccolato fondente, potrebbe rallentare l’invecchiamento biologico.
Una lista di storie e notizie positive del 2025 che ci danno speranza perché raccontano che il cambiamento è possibile e che sta già accadendo.
La manovra all’interno della legge di bilancio prevede una riduzione del 75% delle risorse destinate al miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano.