Nel 2025 persi 102 km2 di territorio naturale, oltre tre metri quadrati al secondo. Ma secondo Ispra ce ne sono anche 2.100 pronti per essere recuperati.
I leopardi delle nevi hanno dei nuovi e insospettabili alleati: i monaci che vivono sull’altopiano tibetano e che li considerano animali sacri.
I leopardi delle nevi sono dei felini a rischio estinzione.
Secondo la Lista rossa
dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn),
nel mondo ne esistono tra i 4000 e i 6500 esemplari, di cui circa
la metà vive in Cina, sull’altopiano tibetano, dove si
trovano anche 300 monasteri buddisti. Quasi tutti eretti nel raggio
di cinque chilometri dalle vie battute dai leopardi.
Secondo la ricerca Role of
tibetan buddhist monasteries in snow leopard conservation
pubblicata su Conservation Biology e condotta dall’organizzazione
Panthera che
dal 2006 si batte per elaborare strategie per proteggere gli ultimi
grandi felini rimasti al mondo, i leopardi delle nevi avrebbero
trovato nei monaci tibetani, che li considerano una specie sacra,
degli alleati preziosi.
Monaci come guardiani
I monaci agirebbero come fossero dei guardiani a protezione della
biodiversità dell’altopiano pattugliando la zona per evitare
che i felini vengano uccisi dai bracconieri e nascondendoli
all’interno dei monasteri quando necessario. “Il buddismo ha come
principio base l’amore, il rispetto e la compassione per tutti gli
esseri viventi – ha dichiarato George Schaller, uno degli autori
dello studio – La nuova analisi ci illumina su come la scienza e i
valori spirituali del buddismo tibetano possano combinarsi insieme
per aiutare a proteggere il patrimonio naturale della Cina”.
Le minacce principali corse dai leopardi delle nevi includono
il commercio illegale delle pellicce, gli scontri con le
comunità locali e la mancanza di una strategia e di una
coscienza per la loro conservazione.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Nel 2025 persi 102 km2 di territorio naturale, oltre tre metri quadrati al secondo. Ma secondo Ispra ce ne sono anche 2.100 pronti per essere recuperati.
La Cop17 si è chiusa con un accordo per accelerare la protezione della natura e un rapporto che mostra i progressi di ripristino, ma i finanziamenti restano insufficienti.
Le elezioni di metà mandato del 3 novembre hanno disegnato un Congresso totalmente nuovo. E valorizzato comunità storicamente poco rappresentate.
I giudici hanno disposto lo spegnimento dell’impianto, che ha causato centinaia di vittime negli anni. Rimane il tema del lavoro e della riconversione.
Nel 2025 macellati circa 23mila esemplari, ma i cittadini li considerano sempre più animali d’affezione. Ecco due proposte di legge per dire basta.
Forestami, progetto di forestazione urbana nella Città metropolitana di Milano, ha ricevuto alla Cop17 il premio World restoration flagship delle Nazioni Unite, che riconosce progetti impegnati nel recupero di aree ecologicamente degradate.
Salgono a 5 le Regioni che hanno approvato un provvedimento sul suicidio assistito, nell’attesa che il Parlamento ne vari una a livello nazionale.
Per colmare il divario con i target Ue sulle batterie esauste, parte una campagna di comunicazione di Erion Energy tra gironi danteschi e dialetti locali.
Come una pensilina crollata a Novi Sad ha terminato l’era del presidente Vučić e creato un movimento politico.