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Il bianco manto che copre monti e valli durante l’inverno, contrariamente a un’opinione diffusa regola la temperatura del suolo e dei germogli coperti
Ad alta quota, a temperature di molti gradi sotto lo zero, mentre
le goccioline d’acqua si mantengono allo stato di vapore, a causa
della pressione, la polvere dispersa nell’aria diventa freddissima.
Quando una gocciolina di vapore entra in contatto con un granello
di polvere, si raffredda istantaneamente sublimando: si forma un
cristallo di neve.
Attorno al nucleo di aggregazione l’acqua gela secondo lo schema
tipico dei cristalli di ghiaccio. E’ per questo che i cristalli di
neve, pur variando di forma secondo il modo in cui cadono,
mantengono sempre uno schema a stella a sei braccia. Grazie alla
forma esagonale dei cristalli la neve trattiene una grande
quantità d’aria, che dipende dal grado di umidità, e
quest’aria rende la neve un ottimo isolante termico.
I contadini sanno bene che un’abbondante nevicata impedisce al
terreno dei campi di gelare, mentre lo scioglimento della neve a
contatto col suolo mantiene umida la superficie: condizioni
ottimali per il germoglio dei semi in primavera.
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