Sono entrate in vigore le nuove regole europee: frontiere esterne sigillate, controlli più rigidi, un meccanismo di solidarietà non vincolante tra Paesi.
Un attentato suicida ha causato decine di vittime nella città di Mubi, in Nigeria. I sospetti si concentrano sul gruppo terrorista Boko Haram.
Almeno 50 persone sono state uccise da un kamikaze che si è fatto saltare in aria all’interno di una moschea di Mubi, nel nord-est della Nigeria. La strage è avvenuta nella mattinata di oggi, martedì 21 novembre. L’attentatore, secondo quanto riferito dalla stampa internazionale, è un adolescente, che ha fatto detonare l’esplosivo al momento dell’arrivo dei fedeli per la preghiera del mattino.
Il bilancio provvisorio delle vittime è stato indicato all’agenzia Afp dal portavoce della polizia nello stato di Adamawa, Othman Abubakar. Le autorità della Nigeria avevano riferito in un primo momento di quindici morti accertati e di decine di feriti. Questi ultimi sono stati trasportati in una serie di ospedali della regione, ma non se ne conosce ancora il numero esatto.
L’attentato, per ora, non è stato rivendicato. Tuttavia, il metodo utilizzato e il luogo geografico lasciano pochi dubbi sulla paternità: tutti i sospetti si concentrano sul gruppo terrorista islamico Boko Haram. La zona, al confine con il Camerun, è infatti poco distante dai monti di Mandare, nei quali sono accampati numerosi terroristi affiliati all’organizzazione.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Sono entrate in vigore le nuove regole europee: frontiere esterne sigillate, controlli più rigidi, un meccanismo di solidarietà non vincolante tra Paesi.
Un report evidenzia un aumento del 40 per cento degli attacchi contro l’istruzione rispetto al passato. Tra stupri, rapimenti e occupazione militare delle scuole.
Almeno 86 persone sono state uccise dal gruppo integralista islamico Boko Haram. Tre donne kamikaze si sono fatte esplodere.
Temperature record e controlli alle frontiere: il Mondiale mostra come i cambiamenti climatici e le politiche migratorie influenzino anche lo sport.
Dall’inizio del cessate il fuoco di metà aprile l’esercito israeliano ha ucciso almeno 331 persone in Libano. Ora sta intensificando gli attacchi aerei e via terra.
Un nuovo report di Dam Removal Europe certifica una crescita dell’11 per cento nella rimozione di dighe e barriere fluviali. Un trend in corso anche fuori dall’Europa.
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha decretato un’emergenza sanitaria internazionale. Già 90 i morti e centinaia i casi sospetti.
L’Oim ha pubblicato il nuovo rapporto sulle rotte migratorie. Dal 2014 sono morte 82mila persone e se in Europa i numeri sono in diminuzione altrove la strage si fa più grave.
Non solo petrolio: la guerra in Medio Oriente blocca anche il mercato dei fertilizzanti, con gravi rischi per agricoltura e alimentazione.