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Un attentato suicida ha causato decine di vittime nella città di Mubi, in Nigeria. I sospetti si concentrano sul gruppo terrorista Boko Haram.
Almeno 50 persone sono state uccise da un kamikaze che si è fatto saltare in aria all’interno di una moschea di Mubi, nel nord-est della Nigeria. La strage è avvenuta nella mattinata di oggi, martedì 21 novembre. L’attentatore, secondo quanto riferito dalla stampa internazionale, è un adolescente, che ha fatto detonare l’esplosivo al momento dell’arrivo dei fedeli per la preghiera del mattino.
Il bilancio provvisorio delle vittime è stato indicato all’agenzia Afp dal portavoce della polizia nello stato di Adamawa, Othman Abubakar. Le autorità della Nigeria avevano riferito in un primo momento di quindici morti accertati e di decine di feriti. Questi ultimi sono stati trasportati in una serie di ospedali della regione, ma non se ne conosce ancora il numero esatto.
L’attentato, per ora, non è stato rivendicato. Tuttavia, il metodo utilizzato e il luogo geografico lasciano pochi dubbi sulla paternità: tutti i sospetti si concentrano sul gruppo terrorista islamico Boko Haram. La zona, al confine con il Camerun, è infatti poco distante dai monti di Mandare, nei quali sono accampati numerosi terroristi affiliati all’organizzazione.
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