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Nel parco piemontese sono stati sviluppati alcuni sentieri per sfruttare le enormi potenzialità benefiche che il bosco e gli alberi offrono alla nostra salute.
“Quando ho bisogno di ricreare me stesso vado in cerca della foresta più buia […] Qui risiede la forza, la quintessenza della Natura”, scriveva Henry David Thoreau nel suo illuminante saggio Walking. Da sempre, guidati da un istinto che risale ai primordi del mondo, ci rechiamo nei boschi per trovare conforto, sia spirituale che fisico.
Il contatto con la natura fa bene, verità elementare che però solo ultimamente sta assumendo spiegazioni scientifiche. Una recente ricerca, ad esempio, ha confermato che passeggiare in prossimità di aree verdi ha un effetto rigenerante sul cervello e aumenta i livelli di attenzione. In Piemonte, nella provincia di Biella, sorge l’Oasi Zegna, una vasta area montana a ridosso delle Alpi Biellesi.
Qui ha preso vita un interessante progetto che prova a coniugare mente e spirito, la scienza ad un contatto più intimistico con la natura. A partire dal 2012 l’eco designer Marco Nieri e l’agronomo Marco Mencagli hanno avviato una ricerca utilizzando nuove conoscenze e studi scientifici per monitorare la presenza di piante e alberi che, per le loro speciali proprietà, producono effetti favorevoli sull’organismo umano migliorandone il benessere psico-fisico.
Il frutto dello studio sono due progetti e relativi sentieri sviluppati per ottimizzare i benefici del contatto con i boschi. Nieri e Mencagli hanno inoltre “importato” in Italia la pratica del Forest Bathing, o Shinrin-yoku, ritenuta uno dei pilastri della medicina preventiva, molto nota in Giappone.
Il Forest Bathing si basa in realtà su constatazioni apparentemente scontate, camminare in un bosco riduce stress e depressione, abbassando la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, attribuendogli però una nuova credibilità e individuando particolari caratteristiche biologiche del bosco che ne accrescono il potere lenitivo.
Secondo i test condotti dagli ideatori del progetto le faggete della Valsessera hanno un’elevata capacità di rilasciare dal fogliame alcune sostanze vegetali, definite monoterpeni, capaci di apportare benefici all’organismo e stimolare positivamente le difese immunitarie.
Per godere appieno di tali benefici sono stati creati tre sentieri inaugurati lo scorso 5 giugno, percorribili liberamente da giugno a settembre. L’uomo, le piante e le altre creature viventi emettono campi elettromagnetici, quelli emessi dagli alberi, in particolari condizioni, possono influire sullo stato energetico dell’organismo umano.
Su questo principio è fondato l’altro progetto, il Bosco del Sorriso, percorso ad anello di quasi 5 chilometri con sedute e segnaletica che indica le piante che producono una maggiore influenza bioenergetica.
Domenica 9 agosto è prevista un’esperienza dimostrativa nel Bosco del Sorriso, in compagnia del dottor Michele Vania, esperto in omotossicologia e medicina di biorisonanza. Il programma prevede attività pratiche e di contatto con gli alberi ed è finalizzato all’accrescimento della consapevolezza delle enormi potenzialità benefiche che gli alberi offrono alla nostra salute.
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