Il ricordo delle Olimpiadi di Tokyo è ancora vivo, ma sono già cominciati i preparativi per i Giochi di Los Angeles 2028. A sette anni al suo inizio, l’evento nella città californiana sta attirando già un notevole interesse. Il sindaco democratico Eric Garcetti aveva promesso di organizzare delle Olimpiadi sostenibili, che non pesassero eccessivamente sulle casse della città e non comportassero la costruzione di edifici non riutilizzabili. Los Angeles 2028 è stata presentata come un’Olimpiade innovativa e green, caratteristiche che probabilmente hanno aiutato nella vittoria sulle altre candidate. Tuttavia, i primi lavori di ammodernamento e alcune decisioni impopolari prese dall’amministrazione hanno fatto scattare delle proteste nei quartieri più poveri della città.
Inglewood è un comune della contea di Los Angeles che, data l’estensione della metropoli californiana, viene considerato tra i numerosi quartieri che compongono la città, alla pari di Hollywood, Venice Beach, Santa Monica e altre zone maggiormente conosciute. A Inglewood abitano soprattutto cittadini afro-americani e latino-americani, con un reddito medio piuttosto basso.
Qui, nel 2016, sono iniziati i lavori per la costruzione del SoFi Stadium che da settembre 2020 è la casa dei team di football Rams e Chargers e dovrebbe ospitare le cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi del 2028. Sin dalla posa della prima pietra, iresidenti hanno visto aumentare gli affitti: l’area è diventata l’obiettivo di agenzie immobiliari che cercano di trarre profitto dalla presenza di SoFi e della prossima nuova arena della squadra di basket dei Clippers.
Nonostante la promessa di non costruire nuovi edifici ed evitare la gentrificazione, la situazione di Inglewood è stata presa ad esempio dai comitati contro le Olimpiadi. In una città già segnata da una crisi abitativa costante e dalla presenza di 60mila persone senza fissa dimora, i Giochi del 2028 rischiano di esacerbare questi problemi.
L’amministrazione guidata da Garcetti ha promesso di erogare 160 milioni di dollari prima del 2028 per migliorare l’accesso agli sport e ai parchi nelle comunità svantaggiate. Nonostante ciò, il comitato NOlympicsLA ha programmato manifestazioni in vari quartieri della città. “La nostra opposizione è informata dalle analisi delle condizioni attuali dei quartieri svantaggiati, in cui potenti attori aziendali e politici hanno progettato le Olimpiadi come uno strumento per sfruttare e rifare le città nell’interesse del capitale globale. I Giochi sono fondamentalmente incompatibili con la città per cui stiamo combattendo” si legge sul sito del comitato anti-olimpiadi.
Gli attivisti che abitano nei quartieri interessati si fanno sentire con sit-in e comunicati in cui accusano gli organizzatori: “Sono venuti per aumentare il valore delle proprietà e spingere fuori le attività per i nostri vicini a reddito medio-basso. In città come la nostra c’è già la tendenza a sfollare i poveri e a sacrificarli per progetti che dovrebbero avvantaggiarli. Tutto questo è accelerato dalle Olimpiadi”, accusa Leonardo Vilchis, cofondatore del gruppo Unión de Vecinos (Unione dei vicini).
Harrison Wollman, addetto stampa dell’ufficio del sindaco Eric Garcetti, ribatte: “Los Angeles ha già tutti gli stadi, i luoghi e le infrastrutture di livello mondiale di cui ha bisogno per avere Olimpiadi e Paralimpiadi di successo”. I comitati contro Los Angeles 2028 vedono come un sotterfugio il fatto di aver eretto gli stadi qualche anno prima e aver affidato le costruzioni ai privati.
The Olympics create cities for the globe-trotting elite, at the expense of the most marginalized residents.
Nel quartiere di Expo Park è in corso la demolizione di un complesso di appartamenti a canone controllato per far posto a The Fig, un edificio a uso misto che conterrà un hotel, alloggi per studenti e residenze per atleti. Citando la necessità di un maggior numero di hotel per le Olimpiadi, il consiglio comunale di Los Angeles ha approvato il progetto realizzato da un privato. Stando agli attivisti, però, i lavori hanno peggiorato l’inquinamento atmosferico e acustico nelle comunità locali e hanno causato un aumento degli affitti in una delle ultime enclave afro-americane dello stato.
“Il problema con tutto questo è: per chi è? Questi cambiamenti e investimenti presumibilmente stanno rivitalizzando la città, ma alla fine peggiorano la situazione per tutti noi qui”, tuona Alexis Aceves, attivista che abita vicino Inglewood. Le associazioni di quartiere sostengono che i miliardi di dollari già impegnati per l’evento sarebbero utilizzati meglio investendo nella giustizia economica e ambientale in tutta la contea, in particolare al fine di dare sostegno ai circa 60mila senzatetto.
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