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Le bottiglie d’olio di oliva vergine ed extravergine prodotto e venduto in Italia non conterranno più la data di imbottigliamento, e soprattutto non sarà più fissato in 18 mesi il termine minimo di conservazione delle proprietà dell’olio, quello che oggi è indicato con la formula “da consumarsi preferibilmente entro…”. Lo prevede la Legge europea 2015-16
Le bottiglie d’olio di oliva vergine ed extravergine prodotto e venduto in Italia non conterranno più la data di imbottigliamento, e soprattutto non sarà più fissato in 18 mesi il termine minimo di conservazione delle proprietà dell’olio, quello che oggi è indicato con la formula “da consumarsi preferibilmente entro…”. Lo prevede la Legge europea 2015-16 approvata alla Camera, con la quale l’Italia era chiamata ad adeguare la propria legislazione, più rigorosa su questo tema, a quella dell’Unione europea.
La legge italiana del 2013, che era stata voluta dalla deputata del Partito democratico Colomba Mongiello e passata alla storia come “legge salva olio” prevedeva che il termine minimo di conservazione entro il quale gli oli di oliva vergini conservano le loro proprietà specifiche in adeguate condizioni di trattamento non potesse essere superiore a diciotto mesi dalla data di imbottigliamento e che andasse indicato con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” seguita dalla data.
Nella nuova legge invece sparisce il riferimento alla data di imbottigliamento e anche al limite dei 18 mesi: d’ora in poi sarà responsabilità del produttore stesso indicare entro quanto tempo è garantito il mantenimento delle proprietà organolettiche come polifenoli, antiossidanti, vitamine che vanno via via perdendosi con l’invecchiare del prodotto. La stessa Mongiello ha votato contro la modifica della legge, voluta invece dal suo stesso partito: “Di fatto – ha spiegato – è stato dato l’ok a una norma che favorisce lo smaltimento di olio vecchio, mentre numerosi studi hanno dimostrato che con il tempo l’olio di oliva modifica le proprie caratteristiche nutrizionali”. Nonostante questo, di fatto con la nuova legge anche l’olio più vecchio di 18 mesi potrà essere considerato buono.
E’ invece errato, come sostenuto da molti nell’opposizione, che a sparire sarà la data di scadenza dell’olio: l’indicazione “da consumarsi preferibilmente entro…” (che è comunque legalmente cosa diversa dalla data di scadenza) rimarrà regolarmente su tutte le etichette, sebbene con date minime di conservazione indicate liberamente dai produttori.
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