Con quali tecnologie gestiremo gli edifici del futuro? Come saranno costruiti, con quali materiali, su quali princìpi? Lo rivelano le startup presenti a Klimahouse 2026.
Grazie alla tecnologia Lincredible, le reti per frutta e verdura hanno le stesse performance della plastica ma il ridottissimo impatto ambientale del lino.
Che il lino sia una fibra tessile nobile, che vanta la rara capacità di coniugare bellezza estetica, durevolezza e basso impatto ambientale, è cosa nota. Leggero e traspirante, si presta alla perfezione per gli abiti estivi ed è sempre più ricercato anche per lenzuola, asciugamani e tovaglie. Perché non usarlo anche per il packaging alimentare? Quest’idea che a prima vista può sembrare incredibile, e anche un po’ bizzarra, è diventata realtà. Merito di Linificio e canapificio nazionale, con quasi 150 anni di esperienza nella filatura di lino e canapa, e Kuku international packaging, produttore bolognese di packaging flessibile, con la consulenza dalla onlus Marevivo. Ci sono voluti tre anni di studio ed esperimenti, ma il risultato è stato raggiunto. E si chiama, appunto, Lincredible.
Bisogna ridurre drasticamente il consumo di plastica usa e getta. È una necessità e anche un preciso indirizzo dettato dall’Unione europea, con la direttiva che ha bandito la vendita di cotton fioc, posate, cannucce e altri oggetti, e una strategia che prevede che, entro il 2030, tutti gli imballaggi di plastica possano essere riciclati o riutilizzati a costi accessibili.
Nonostante l’attenzione a questo tema sia ormai altissima, a volte è davvero difficile sfuggire alla plastica monouso. Al supermercato, per esempio, si finisce inevitabilmente per mettere nel carrello patate, cipolle e agrumi avvolti nella classica retina di plastica. Di spesa in spesa, i numeri si fanno rilevanti. In Italia ogni anno si acquistano circa 250 milioni di confezioni di teste d’aglio e 20 milioni di sacchi di patate, per un totale di circa 11mila tonnellate di plastica.
Da questa considerazione ha preso il via la minuziosa opera di ricerca e sviluppo che ha portato a Lincredible, una rete per frutta e verdura in lino. Le performance sono identiche rispetto a quelle di un’analoga rete in plastica ma i vantaggi ambientali sono tangibili: il lino infatti è una fibra naturale, non ha nulla a che vedere con il petrolio ed è biodegradabile a fine vita.
L’innovazione sviluppata da Linificio e canapificio nazionale e Kuku international packaging è già in distribuzione in Francia e Germania, con l’auspicio di arrivare presto anche nel nostro paese. Per la sua versatilità, il tessuto può essere un valido sostituto della plastica anche per altri tipi di imballaggi, come le finestre trasparenti nei sacchetti di carta, i rinforzi interni delle confezioni di carta o i copri-cassette per frutta e verdura. E sono già in fase di sperimentazione le prime reti per la pesca, l’allevamento e la vendita di mitili. Tutto questo senza bisogno di stravolgere le catene produttive, visto che reti e filati in lino possono essere utilizzati dagli stessi macchinari industriali che finora hanno confezionato gli oggetti con i materiali plastici.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Con quali tecnologie gestiremo gli edifici del futuro? Come saranno costruiti, con quali materiali, su quali princìpi? Lo rivelano le startup presenti a Klimahouse 2026.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha cancellato le restrizioni alla pesca nel Northeast canyons and seamounts Marine national monument.
La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Mentre le istituzioni gestiscono l’emergenza e la magistratura indaga per disastro colposo, gli esperti avvisano: mancano gli strumenti per prevenire.
Il governo ha pre-approvato il decreto: arrivano i “reati qualificati” contro l’ambiente. Un passo avanti ma sanzioni ancora esigue.
Con il suo progetto per la convivenza tra uomo e fauna selvatica, Salviamo l’Orso si aggiudica il premio per l’Italia dei Defender Awards 2025.
Nel cuore dell’Ecuador convivono lo sfruttamento delle risorse e la determinazione della guardia indigena e dei popoli che difendono la foresta come bene comune per l’intera umanità.
Il Tyler Prize, considerato il “Nobel per l’ambiente”, è andato a Toby Kiers, biologa statunitense che lavora ad Amsterdam.
L’ecologa e attivista Arianna Liconti ci accompagna in un viaggio tra divulgazione e racconto alla scoperta del 71% del pianeta, nel nuovo podcast prodotto da LifeGate e la Water Defenders Alliance.

