Mentre la conta dei danni civili e ambientali dell’offensiva degli scorsi anni non è ancora terminata, Israele ha ripreso a bombardare il Libano.
Le elezioni in Pakistan vedono in testa l’ex campione di cricket Imran Khan. Gli altri candidati parlano di brogli. Attacchi ai seggi: decine di morti.
Una situazione caotica e preoccupante. Il Pakistan si è risvegliato dopo la giornata elettorale con il rischio di forte instabilità politica e di grandi conflitti interni. Secondo le proiezioni diffuse dalla televisione ad aver vinto è l’ex campione di cricket Imran Khan, che avrebbe ottenuto almeno 100 seggi in parlamento.
Per raggiungere la maggioranza necessaria per formare un governo, però, occorrono almeno 137 scranni. Inoltre, le operazioni di spoglio procedono ad un ritmo estremamente lento: secondo quanto riportato dall’agenzia AFP, circa tredici ore dopo la chiusura dei seggi meno della metà delle schede era stata scrutinata.
Ciò ha costretto la Commissione elettorale pakistana a convocare ben tre conferenze stampa, nel corso delle quali i responsabili si sono affrettati a sottolineare che “le elezioni sono al cento per cento trasparenti”. I ritardi, però, non fanno che alimentare i sospetti di brogli. Evocati senza mezzi termini dai partiti che hanno governato negli ultimi anni.
UPDATE: A suicide bombing at a polling station in Pakistan killed 31 people. The country is in the middle of a tense election, with ex-cricket player Imran Khan currently projected to win. pic.twitter.com/73nI4AEoWb
— AJ+ (@ajplus) July 25, 2018
Il Pml-N, movimento al potere nel quinquennio appena concluso, ha già fatto sapere che non accetterà i risultati, a causa di “irregolarità manifeste e diffuse”. Il dirigente del partito Shahbaz Sharif, fratello dell’ex primo ministro Nawaz (attualmente in carcere per corruzione) ha aggiunto che “questa palese truffa causerà danni irreparabili al paese”.
Anche Bilawal Bhutto-Zardari, leader del Ppp (Partito del popolo del Pakistan), ha parlato di svolgimento delle operazioni elettorali “ingiustificabile e scandaloso: i nostri rappresentanti sono stati espulsi dai seggi in tutto il paese”. Per ora, invece, né Khan né l’esercito – che è sospettato di aver sostenuto in ogni modo l’ex sportivo, e che ha governato numerose volte negli ultimi 70 anni di storia del Pakistan – hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.
It’s now past midnight & I haven’t received official results from any constituency I am contesting my myself. My candidates complaining polling agents have been thrown out of polling stations across the country. Inexcusable & outrageous.
— BilawalBhuttoZardari (@BBhuttoZardari) 25 luglio 2018
Una situazione che, secondo alcuni esperti della nazione, rischia di portare a rivolte popolari. “Il clima post-elettorale sarà estremamente teso. Non credo possa esserci modo di evitare un periodo tormentato”, ha osservato un analista americano. Il tutto è aggravato dal rischio di nuovi attentati: già nel giorno delle elezioni sono stati registrati numerosi attacchi. Il più grave, quello che ha colpito un ufficio elettorale nella città di Quetta, provocando 31 morti e 70 feriti.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Mentre la conta dei danni civili e ambientali dell’offensiva degli scorsi anni non è ancora terminata, Israele ha ripreso a bombardare il Libano.
Un giudice del Dakota del Nord ha condannato Greenpeace a pagare 345 milioni di dollari alla società che ha costruito l’oleodotto Dakota Acces Pipeline.
Usa e Israele stanno bombardando l’Iran, che ha risposto con missili e droni contro i paesi del golfo e fino a Cipro. Quanto durerà la guerra e che effetti avrà?
Donald Trump, assieme a Israele, ha attaccato l’Iran senza un’autorizzazione del Congresso né del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Il trattato New Start, scaduto pochi giorni fa, era l’ultimo importante accordo bilaterale tra Stati Uniti e Russia sul disarmo nucleare.
Il crollo di una miniera in Congo ha causato oltre 200 morti. La strage ha acceso i riflettori sullo sfruttamento di manodopera nel paese.
Narges Mohammadi è stata condannata a sette anni di carcere per il suo attivismo contro il regime dell’Iran. Prosegue intanto la repressione nel paese dopo le proteste di inizio anno.
Il presidente Donald Trump ha dato sempre più poteri all’Ice. Questo si è tradotto in retate anti-immigrazione molto violente e al di fuori della cornice legale.
Il presidente Donald Trump ha lanciato un grande piano di investimenti per impossessarsi del petrolio del Venezuela. Ma le aziende del settore non sono convinte.