L’affluenza ha sfiorato il 60 per cento, e la maggioranza degli italiani boccia la riforma: il No è intorno al 53,7 percento.
Il presidente della Corte costituzionale ha detto, con riferimento al referendum sulle trivellazioni, che partecipare al voto significa essere buoni cittadini.
Il presidente della Corte costituzionale, Paolo Grossi, l’organo che garantisce il rispetto della Costituzione italiana ha detto che al referendum “si deve votare: ogni cittadino è libero di farlo nel modo in cui ritiene giusto. Ma credo si debba partecipare al voto. Significa essere pienamente cittadini. Fa parte della carta d’identità del buon cittadino”.
Grossi, a conclusione della consueta relazione annuale sullo stato di salute della nostra Costituzione che ha tenuto l’11 aprile, ha risposto così ai giornalisti che gli hanno chiesto di esprimersi su cosa dovrebbe fare un buon cittadino alla consultazione popolare che si tiene domenica 17 aprile.
Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha fatto sapere – dopo aver preso del tempo per cercare di rimanere allineato alla posizione del governo guidato dal primo ministro Matteo Renzi che ha chiesto apertamente ai cittadini di astenersi – che andrà a votare, pur votando no. “Ho sempre ritenuto tutte pienamente legittime le posizioni in campo nel referendum sulle trivellazioni, compresa quella di chi sceglierà l’astensione puntando sul mancato raggiungimento del quorum. Poiché da più parti mi viene chiesto cosa farò domenica, la mia risposta è che andrò a votare e sosterrò le ragioni del no”, ha affermato Galletti.
Ho sempre ritenuto legittima ogni posizione su referendum #trivelle . A chi mi chiede che farò domenica: andrò a votare e sceglierò il NO
— Gian Luca Galletti (@glgalletti) 11 aprile 2016
Il referendum si considera valido solo se raggiunge il quorum, cioè se va a votare il 50 per cento più uno degli aventi diritto, secondo quanto previsto dalla Costituzione.
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