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Dal coperchio alla quantità d’acqua: uno studio ha calcolato quanto si può risparmiare in risorse ed emissioni cuocendo la pasta con piccole azioni virtuose.
Mettere il coperchio sulla pentola della pasta quando cuoce è un piccolo gesto che fa la differenza per l’ambiente. In che misura lo rivela uno studio commissionato dai Pastai italiani e presentato in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente del 5 giugno, che ha calcolato l’impatto ambientale della cottura della pasta e il risparmio di energia, emissioni di CO2 e acqua se si mettessero in pratica tre piccoli accorgimenti: mettere il coperchio sulla pentola quando si porta l’acqua a ebollizione, non utilizzare più della quantità di acqua necessaria e sfruttare il metodo di cottura indiretta.
“Dalla fase di cottura della pasta a casa dipende ben il 38 per cento del totale della sua impronta carbonica”, ha spiegato Riccardo Felicetti, presidente di Pastai italiani. “Abbiamo scelto di indagare scientificamente la cottura della pasta per trasferire consapevolezza sull’impatto economico e ambientale di gesti che compiamo quotidianamente. Uno sforzo minimo ci aiuterebbe a raggiungere un risultato importante e dall’Italia, depositaria della cultura della pasta al dente, può partire una vera e propria rivoluzione culturale.”
Secondo i risultati della ricerca, usare il coperchio durante la fase di ebollizione consente di risparmiare fino al 6 per cento di energia ed emissioni di CO2 equivalente. Inoltre, cuocere 100 g di pasta con 700 ml di acqua invece che con il litro convenzionale permette di diminuire del 30 per cento l’utilizzo di acqua e di ridurre del 13 per cento il consumo di energia e le emissioni di CO2. Infine, con il metodo della cottura passiva – che consiste nello spegnere il fuoco dopo i primi due minuti di cottura della pasta e lasciarla cuocere passivamente nell’acqua – il risparmio di energia e emissioni di CO2 arriva fino al 47 per cento. Per tradurre concretamente queste percentuali si potrebbe dire, ad esempio, che mettere il coperchio sulla pentola consente un risparmio di energia sufficiente a ricaricare un smartphone due, tre volte, che diventano cinque se si utilizza meno acqua.
Con un consumo medio di 23,5 chili pro-capite di pasta, applicando questi consigli ogni italiano arriverebbe a risparmiare in un anno fino a 44,6 chilowattora, 13,2 chili di CO2 e 69 litri di acqua. E se lo facessero tutti gli italiani, si risparmieremmo tra i 356 milioni e i 2,6 miliardi di chilowattora in un anno (pari a un secolo e mezzo di calcio in notturna in Europa, coppe comprese), 4.100 m³ di acqua, sufficienti a riempire 1.640 piscine olimpioniche, e fino a 776 chilotonnellate di CO2, le emissioni di una macchina per 21 viaggi andata-ritorno tra la Terra e il Sole.
Secondo un’indagine di Unione italiana food/Istituto Piepoli, se è vero che solo un italiano su dieci non mette il coperchio sulla pentola quando cuoce la pasta, sulle altre azioni ci sono margini (e speranze) di miglioramento. Tre italiani su quattro impiegano almeno un litro d’acqua per ogni 100 grammi di pasta, mentre nove italiani su dieci tengono il fuoco acceso fino a cottura completata. Ma il 68 per cento degli italiani si dichiara propenso a cambiare le proprie abitudini di cottura per risparmiare risorse ambientali ed economiche.
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