A chiedere di non considerare più gli orsi bruni come “specie fortemente protetta” sono Romania, Slovacchia, Croazia, Repubblica Ceca e Finlandia.
Ormai è certo. Il successo finanziario di una società va di pari passo con i successi in campo ambientale, etico e sociale. Ecco perché è importante continuare a fare Csr.
Se agli inizi fare Csr (Corporate social responsibility), ovvero la Responsabilità sociale d’impresa era d’appannaggio esclusivo delle grandi aziende inquinatrici o che dovevano nascondere scandali legati a corruzione o lavoro minorile, oggi è diventata una pratica globale e riconosciuta, tanto quanto l’innovazione tecnologica.
Lo scrive in questi giorni, sul Guardian, Georg Kell, direttore esecutivo della United Nation Global Comapct, agenzia internazionale delle Nazioni Unite che incentiva e accompagna le aziende a operare nel mercato in maniera sostenibile ed etica.
E spiega in cinque punti quali sono le tendenze del prossimo futuro e perché non si tratta solo di una moda passeggera.
Trasparenza.
Come con il cambiamento tecnologico, la trasparenza è qualcosa di irreversibile. La tendenza a divulgare i propri risultati continuerà a crescere. Già oggi sono più di 5.000 le aziende che forniscono le proprie perfomance ambientali e sociali annuali, numero destinato a crescere.
Fiducia.
Il crescente impatto delle aziende sulla società sta portando i cittadini e i consumatori ad aspettarsi che questo potere sia esercitato in modo responsabile. Così come i cittadini sono sempre più spesso scettici, organizzati e inclini a sfidare l’autorità, così le società dovranno aumentare la loro curva di apprendimento sulla costruzione della fiducia nei loro confronti.
Partecipazione della comunità.
Si prevede che i migliori investimenti possano essere fatti nei campi un tempo esclusivi del settore pubblico, dalla sanità, all’istruzione, alla gestione dell’ambiente. Oggi è di dominio pubblico che le risorse naturali sono finite e sotto stress. Quello che una volta era impensabile sta diventando realtà: l’acqua e anche l’aria hanno i cartellini dei prezzi. Solo le aziende che collaboreranno con gli scienziati, con la società civile e che mostrano di essere parte della soluzione avranno molta più visibilità.
Accesso a nuovi mercati in modo responsabile.
Con la crescita economica che si sposta verso sud e verso est, gli investimenti esteri si concentrano sempre più sulla creazione e sull’accesso ai nuovi mercati, piuttosto che al loro semplice sfruttamento a basso costo. È di interesse per tutte le aziende superare barriere come l’impiego di personale non istruito, di sfruttamento eccessivo di risorse come acqua, energia e minerali.
Iniziative per coinvolgere le aziende.
Gli strumenti per impegnarsi nella sostenibilità aziendale sono abbondanti e in crescita. Iniziative, standard e consulenze sono in piena espansione a livello nazionale e globale. Il Global Compact delle Nazioni Unite si sta impegnando 8.000 aziende in più di 145 paesi in materia di diritti umani, standard di lavoro, ambiente e lotta alla corruzione. Molti altri stanno producendo risorse pratiche in settori chiave.
“La sensazione crescente – conclude Kell – è che la sostenibilità aziendale abbia tracciato una linea nella sabbia, ed è meglio per le imprese rimanere sul lato destro”.
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