I giudici hanno disposto lo spegnimento dell’impianto, che ha causato centinaia di vittime negli anni. Rimane il tema del lavoro e della riconversione.
Uno studio pubblicato dalla rivista Nature prova l’accelerazione della fusione della calotta in Antartide. Gli scienziati: “Il mondo faccia qualcosa”.
Dal 1992 ad oggi, tremila miliardi di tonnellate di ghiaccio dell’Antartide si sono dissolti a causa dei cambiamenti climatici. Quanto basta per far salire il livello degli oceani, in tutto il mondo, di ben otto millimetri. A rivelare il dato è uno studio intitolato “Mass balance of the Antarctic Ice Sheet from 1992 to 2017”, apparso sulla rivista scientifica Nature.
L’analisi fornisce un ulteriore dato allarmante: negli ultimi cinque anni il processo di scioglimento della calotta ha subito una decisa accelerazione. Prima del 2012, infatti, la banchisa del Polo Sud perdeva circa 76 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno. Successivamente, il dato è cresciuto a 219 miliardi di tonnellate, secondo i calcoli effettuati dagli 84 ricercatori che hanno partecipato allo studio. Il che significa che, oggi, la fusione è tre volte più veloce rispetto a soltanto pochissimi anni fa.
Si tratta di una scoperta inquietante, che rappresenta una minaccia diretta in particolare per le popolazioni che, in tutto il mondo, abitano in zone costiere. Come noto, infatti, soprattutto alcune nazioni insulari sono destinate con ogni probabilità a scomparire dalle carte geografiche, sommerse dalla risalita dell’oceano.
È per questo che l’Accordo di Parigi sul clima, nel 2015, aveva chiesto alla comunità internazionale di adoperarsi al fine di limitare la crescita della temperatura media globale ad un massimo di due gradi centigradi, entro la fine del secolo, rispetto ai livelli pre-industriali.
“Con il nuovo studio – ha commentato al quotidiano francese Le Monde Eric Rignot, ricercatore presso il Jet Propulsion Laboratory della Nasa – possiamo contare su una fotografia chiara ed evidente di ciò che sta accadendo nella regione antartica. Noi consideriamo questi risultati come un ulteriore campanello d’allarme che dovrebbe spingere ad agire per limitare il riscaldamento globale”.
Antarctica has lost 3 trillion tons (that’s 3,000,000,000,000) of ice in the past 25 years. https://t.co/Wo4dB0s9ZM
— HuffPost (@HuffPost) June 15, 2018
L’Antartide, infatti, ad oggi è ricoperto quasi interamente da ghiacciai perenni. E conserva circa il 90 per cento delle riserve di acqua dolce della Terra. Se dovesse sciogliersi per intero, il livello degli oceani crescerebbe di 60 metri. Secondo l’analisi, la parte più vulnerabile del Polo Sud è quella occidentale: è qui che più di 6.500 chilometri quadrati di calotta sono scomparsi nel corso degli ultimi 25 anni.
The Antarctic is losing 219 billion tonnes of ice per year ?https://t.co/8GRsjTdpNu
— Greenpeace (@Greenpeace) June 14, 2018
“L’avvenire dell’Antartide – ha concluso Steve Rintou, oceanografo australiano – è legato a quelli del resto del pianeta e degli esseri umani. Occorre adottare delle politiche in grado di rallentare il ritmo dei cambiamenti climatici, aumentare il grado di resilienza del Polo Sud e ridurre il rischio di arrivare a modificazioni irreversibili”.
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