In Australia, sempre più ornitorinchi restano impigliati nei rifiuti. Lo rivela uno studio che deve spingerci ad aumentare gli sforzi per la conservazione della specie.
1,5 miliardi di sacchetti tolti dall’ambiente grazie a due colossi della grande distribuzione che hanno messo al bando i sacchetti di plastica monouso per fare la spesa.
In Australia, due delle più grandi catene di supermercati hanno vietato i sacchetti di plastica monouso. Nonostante qualche difficoltà, l’iniziativa alla fine ha avuto successo e ha risparmiato all’ambiente un sacco di plastica.
La scorsa estate Coles e Woolworth, due colossi della distribuzione con 741 supermercati il primo e circa mille il secondo sparsi in tutta l’Australia, hanno introdotto il divieto di utilizzare i sacchetti di plastica monouso nei loro store. Secondo la National Retail Association, come riporta l’Associated Press australiana, l’iniziativa ha fatto risparmiare la messa in circolo di 1,5 miliardi di sacchetti che non sono stati dispersi nell’ambiente, soprattutto in mare.
More sign plastic bag bans work. Australia has reduced use by 80%, eliminating 1.5 billion bags annually from just two retail chains. https://t.co/nKBvysUYrP
— Heal the Bay (@HealTheBay) December 9, 2018
L’iniziativa delle due catene australiane ha mostrato che la maggior parte dei cittadini non ha trovato così difficile cambiare abitudini, portando una propria borsa riutilizzabile da casa o accettando di pagare il costo di una borsa riutilizzabile. Certamente, c’è voluto un po’ di tempo per adattarsi. Woolworth ha visto un rallentamento delle vendite nei primi mesi dell’iniziativa che sono però poi riprese. Coles aveva fatto una sorta di retromarcia introducendo la distribuzione di sacchetti di plastica riutilizzabili gratuiti. Una decisione che è stata ritirata a seguito dell’ondata di critiche ricevute dagli acquirenti attenti all’ambiente.
La “lotta” contro i sacchetti di plastica è un tema attuale in molti paesi. ReuseThisBag.com – una società che produce e commercialista borse riutilizzabili –, ha promosso una breve analisi dei paesi che hanno vietato o tassato l’utilizzo di sacchetti di plastica monouso. Almeno 32 sono quelli che hanno vietato l’utilizzo di questi sacchetti. L’Italia è fra questi insieme a diversi paesi africani dove le borse di plastica sono state messe al bando non solo per i loro effetti inquinanti ma perché facilitano anche il diffondersi di problemi socio-sanitari in quanto spesso ostruiscono i canali di scolo, portando a un aumento degli sciami di zanzare e, di conseguenza, degli attacchi di malaria. Anche in Cina e in India sono state adottate misure contro l’utilizzo dei sacchetti monouso. In Cina, il livello di inquinamento da sacchetti è così diffuso che si parla di “inquinamento bianco“. Nel 2008 ne è stato adottato il divieto totale e, da allora, si parla di una riduzione effettiva pari a circa 40 miliardi di sacchetti. In India, dove è in vigore il divieto dal 2002, si è calcolato che muoiano per aver ingerito plastica ancora circa 20 mucche al giorno.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
In Australia, sempre più ornitorinchi restano impigliati nei rifiuti. Lo rivela uno studio che deve spingerci ad aumentare gli sforzi per la conservazione della specie.
Gli animali, che vivevano in isole remote nell’oceano Indiano e nel Pacifico, sono morti intrappolati nei detriti di plastica.
Gli scienziati hanno registrato un elevato livello di inquinamento in mare provocato da microplastiche che costituiscono una minaccia per la vita marina.
La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Mentre le istituzioni gestiscono l’emergenza e la magistratura indaga per disastro colposo, gli esperti avvisano: mancano gli strumenti per prevenire.
Il governo ha pre-approvato il decreto: arrivano i “reati qualificati” contro l’ambiente. Un passo avanti ma sanzioni ancora esigue.
Con il suo progetto per la convivenza tra uomo e fauna selvatica, Salviamo l’Orso si aggiudica il premio per l’Italia dei Defender Awards 2025.
Nel cuore dell’Ecuador convivono lo sfruttamento delle risorse e la determinazione della guardia indigena e dei popoli che difendono la foresta come bene comune per l’intera umanità.
Il Tyler Prize, considerato il “Nobel per l’ambiente”, è andato a Toby Kiers, biologa statunitense che lavora ad Amsterdam.
