I giudici hanno disposto lo spegnimento dell’impianto, che ha causato centinaia di vittime negli anni. Rimane il tema del lavoro e della riconversione.
Per la prima volta in Italia, di ritorno dalle campagna Sleppid Grindini nelle Isole Faroe, la nave Bob Barker di Sea Shepherd apre le porte ai numerosi sostenitori.
Laddove le altre organizzazioni ambientaliste si fermano Sea Shepherd va avanti, mettendo a repentaglio la stessa vita dei membri dell’equipaggio (volontari, ricordiamo) pur di adempiere alla propria missione, fermare la distruzione dell’habitat naturale e il massacro delle specie selvatiche negli oceani del mondo.
Dall’1 al 7 febbraio la nave Bob Barker, vero e proprio incubo delle baleniere giapponesi, è stata attraccata alla darsena di Marina Vento di Venezia, nell’Isola della Certosa, offrendo ai numerosi sostenitori e simpatizzanti un’occasione unica: conoscere l’equipaggio, sostenere l’organizzazione e partecipare a un tour a bordo della nave.
“La decisione di fare tappa a Venezia è anche simbolica – ha dichiarato Alex Cornelissen, ceo di Sea Shepherd Global e storico capitano della Bob Barker – perché la città lagunare è essa stessa sintesi del delicato equilibrio tra attività umana ed ecosistema acquatico“.
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I giudici hanno disposto lo spegnimento dell’impianto, che ha causato centinaia di vittime negli anni. Rimane il tema del lavoro e della riconversione.
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La nave di Sea Shepherd sosterà a Venezia dall’1 al 7 febbraio, sarà possibile visitarla, conoscere l’equipaggio e sostenere l’organizzazione che protegge la fauna marina del pianeta.
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