All’inizio degli anni Novanta nel parco vivevano circa 400 giaguari ma nel 2008, nella parte brasiliana della riserva, si contavano appena otto individui. Nel 2010, grazie agli forzi congiunti tra i due paesi per fermare il bracconaggio e la deforestazione, i numeri hanno iniziato lentamente a crescere, fino ad arrivare ai 105 esemplari censiti nel 2018.
Oggi la popolazione di giaguari del parco continua ad aumentare, come testimoniano le riprese risalenti allo scorso dicembre ottenute con trappole fotografiche dai guardaparco brasiliani. Le immagini mostrano infatti la presenza di una femmina, battezzata Cacira, che non risultava dal precedente censimento e che verrà conteggiata nel prossimo censimento della specie, che sarà effettuato nella prima metà del 2020 e che coprirà entrambi i lati del fiume Iguazù.
Le ragioni della crescita
L’aumento dei giaguari nel parco dell’Iguazú può essere attribuito a una serie di fattori. Innanzitutto i governi di Brasile e Argentina, lavorando insieme, hanno intensificato la lotta a bracconaggio e deforestazione illegale. Anche il cambio dell’uso del suolo avrebbe giocato un ruolo decisivo, fino al 2007 l’attività predominante era l’allevamento di bovini e ovini, animali che i giaguari, a causa del declino delle loro prede abituali, avevano iniziato a cacciare, scatenando le ritorsioni degli allevatori. Dal 2007 però l’allevamento ha lasciato il posto all’agricoltura, in particolare alla coltivazione di soia e mais, contribuendo così a ridurre il conflitto tra allevatori e giaguari. Paradossalmente ad aiutare questi predatori è stata l’introduzione di due colture che in molte aree del Sudamerica sono legate alla deforestazione e alla perdita di biodiversità.
Per permettere l’espansione dei giaguari e frenare il bracconaggio è stato però anche necessario lavorare sulle persone e modificare la loro percezione di questi animali. “La sopravvivenza del giaguaro dipende in larga misura dalla tolleranza umana verso l’animale. Il nostro lavoro cerca la coesistenza tra i due gruppi attraverso un cambiamento nella percezione verso i felidi”, ha affermato Yara Barros, coordinatrice del progetto Onças do Iguaçu, che monitora la popolazione di giaguari e svolge attività di conservazione nella regione.
Tra le iniziative intraprese i ricercatori forniscono alla gente del posto le informazioni necessarie per gestire correttamente il bestiame e gli animali domestici e su come comportarsi nell’improbabile caso di incontro con un giaguaro. “Stiamo anche valutando come incoraggiare fonti di reddito alternative per i produttori che hanno perso il bestiame a causa dei giaguari per dissuaderli dall’uccidere i predatori”, ha spiegato Barros.
Un’altra importante iniziativa per far conoscere i giaguari e il prezioso ruolo ecosistemico di questi predatori apicali si chiama Giaguari a scuola e consiste in lezioni e spettacoli teatrali per bambini nelle scuole pubbliche. L’anno scorso sono stati realizzati venti eventi che hanno raggiunto oltre 1.500 bambini in dodici comuni.
I frutti di queste iniziative e della crescente sensibilità ambientale cominciano a vedersi. “C’è una maggiore accettazione del giaguaro tra il pubblico, non solo nel parco nazionale dell’Iguazú – ha affermato Ronaldo Morato, coordinatore del Centro nazionale brasiliano per la ricerca e la conservazione dei mammiferi carnivori (Cenap) -. Ci sono agricoltori che ancora non accettano iniziative di conservazione, ma le persone in generale sono più amichevoli nei confronti della natura, è un cambiamento che ha avuto luogo negli ultimi anni”.
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