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I ricercatori di Oceanomare Delphis Onlus hanno documentato la presenza del raro rettile marino a circa quattro miglia dall’isola campana.
Lo scorso 25 luglio, mentre erano impegnati in un progetto di monitoraggio di cetacei, i ricercatori di Oceanomare Delphis Onlus hanno visto emergere dall’acqua un’enorme testa grigia puntinata di bianco, un avvistamento eccezionale, era infatti una tartaruga liuto (Dermochelys coriacea).
La tartaruga liuto, la più grande tra le tartarughe marine esistenti, è stata osservata a circa quattro miglia dalle coste di Ischia, mentre era in emersione in corrispondenza del canyon di Cuma, canyon sottomarino che nasconde una ricca biodiversità. Questo imponente rettile marino, che può raggiungere i 2,5 metri di lunghezza, è una specie pelagica, che trascorre cioè buona parte dell’esistenza in mare aperto, e nuota abitualmente nei mari caldi e temperati, la sua presenza nel Mediterraneo è pertanto poco frequente.
L’esemplare osservato dagli scienziati dell’organizzazione impegnata nello studio e monitoraggio dei cetacei nel Mediterraneo era un individuo adulto, lungo circa due metri. La fase di emersione è durata circa un quarto d’ora e ha consentito ai ricercatori di scattare numerose fotografie all’animale, indispensabili per identificare la tartaruga grazie alla forma della macchia rosa presente al centro della testa, peculiare per ogni individuo.
La tartaruga liuto è classificata come “vulnerabile” nella Lista rossa delle specie a rischio di estinzione della Iucn. In particolare queste antiche creature sono minacciate dall’impatto della pesca, dal degrado degli habitat e dall’accidentale ingestione di plastica che scambiano per meduse, le loro prede preferite.
Per questo l’osservazione della specie nel Mediterraneo, area nella quale comunque non nidifica, è considerata una buona notizia e certifica la buona salute dell’ecosistema marino ischitano. “Oltre ai cetacei monitoriamo anche la presenza di tartarughe quali ulteriori indicatori dello status di conservazione e biodiversità dell’ecosistema marino”, ha spiegato Barbara Mussi, presidente di di Oceanomare Delphis Onlus.
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