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Il National Geographic ha premiato la migliore fotografia naturalistica da tutto il mondo, per farci scoprire e appassionare con un occhio più consapevole alla bellezza che ci circonda. Tutti gli scatti vincitori.
Ogni anno il National Geographic, la rivista americana dedicata all’esplorazione del mondo e della natura, premia gli scatti migliori di fotografia naturalistica amatoriale internazionale. Il National Geographic nature photographer of the year è il concorso che vuol raccontare l’ambiente del nostro Pianeta e delle specie che vi abitano ma, al tempo stesso, esporre le pressioni a cui sono sottoposti, troppo spesso a causa dal genere umano.
La foto vincitrice del 2017, scattata nel parco nazionale Tanjung Puting del Borneo dal fotografo Jayaprakash Joghee Bojan, è in questo senso simbolica perché ritrae un orango nel suo habitat, sempre più frammentato e ridotto a causa della deforestazione. “Viaggiando nel Borneo ci si rende conto che il 60 o il 70 per cento dell’habitat degli oranghi è stato distrutto dalla coltivazione della palma da olio”, ha detto Bojan. “Sono emozionato che il concorso è stato vinto proprio da questa foto perché credo che gli oranghi abbiano più bisogno di vincere di me. Hanno bisogno di più aiuto di quello che stanno ricevendo al momento”.
Ogni anno il concorso apre ai fotografi amatoriali di tutto il mondo che possono caricare le proprie immagini attraverso Your shot, la pagina della community fotografica di National Geographic, e si divide in quattro categorie: wildlife (animali selvatici), landscapes (paesaggi), aerials (foto aeree), e underwater (foto subacquee).
I vincitori di quest’anno, scelti tra più di 11mila iscrizioni, hanno ritratto soggetti eterogenei, da un vulcano in eruzione alle Hawaii a un anemone sott’acqua, da una scimmia che riposa nelle acque calde delle terme naturali in Giappone a una piscina di roccia in mezzo al mare in burrasca in Australia. Il risultato è una galleria fotografica che ci fa viaggiare alla scoperta delle meraviglie delle specie animali, dei paesaggi, degli ecosistemi terresti e marini per spingerci a riconsiderare lo spazio che occupiamo se confrontati con la grandezza della natura e che, alla fine, ci tolgono il fiato.
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