A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Se parliamo di sacchetti di plastica, per una volta è l’Europa a seguire l’Italia. Il Parlamento di Strasburgo, infatti, ha approvato ieri una direttiva che prevede di ridurre la distribuzione dei sacchetti di plastica del 50 per cento entro il 2017 e dell’80 per cento entro il 2019. I ministri dell’Ue dovranno ridiscutere poi il
Se parliamo di sacchetti di plastica, per una volta è l’Europa a seguire l’Italia. Il Parlamento di Strasburgo, infatti, ha approvato ieri una direttiva che prevede di ridurre la distribuzione dei sacchetti di plastica del 50 per cento entro il 2017 e dell’80 per cento entro il 2019. I ministri dell’Ue dovranno ridiscutere poi il tutto in giugno. Come ricorderete, il nostro Paese ne mise al bando la vendita già nel 2011, risultando la prima nel continente ad attuare un provvedimento simile.
I singoli Stati potranno decidere in autonomia il proprio piano d’azione, per esempio tassando i sacchetti, oppure vietandoli direttamente.
Secondo i dati raccolti dalla commissione europea, la questione è particolarmente grave. Sarebbero infatti 100 miliardi i sacchetti che vengono utilizzati ogni anno nel nostro continente, di cui 8 miliardi, sotto forma di rifiuto, finirebbero nei mari europei, tanto che si è calcolato che ben il 94 per cento degli uccelli che volano sul Mare del Nord avrebbero nei propri stomaci questo materiale.
“I sacchetti di plastica stanno uccidendo milioni di animali marini ogni anno”, ha detto Chris Davies, portavoce della commissione ambiente del Parlamento. “E’ diventato un problema enorme in tutta Europa e dobbiamo affrontarlo insieme”.
Dal canto loro, i difensori della plastica minimizzano la questione. Karl-H. Foerster, direttore esecutivo dell’associazione di categoria PlasticsEurope, ha affermato che “Un divieto sui sacchetti di plastica non è la soluzione per affrontare il problema dello smaltimento irresponsabile”, e che consentendo ai Paesi di stabilire le proprie regole si otterebbe un ” danno per la libera circolazione delle merci in Europa”.
Oltre a noi, un esempio virtuoso è quello della Danimarca che, tassando le buste di plastica, ne utilizza solo 4 all’anno per persona. Tra gli Stati “peggiori” ci sono invece Portogallo, Polonia e Slovacchia con 466 sacchetti all’anno per persona.
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