Per il buddismo tibetano la musica e il canto sono elementiessenziali della religiosità e gli strumenti musicali, come oggetti magici carichi di valore simbolico, prendono voce durante le cerimonie monastiche accompagnando i momenti dedicati alla meditazione.
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Ci sono strumenti a percussione come il grande tamburo da preghiera suonato durante le cerimonie, strumenti che producono tintinnii o scampanellate, strumenti a fiato e strumenti da pizzicare.
Musica tibetana come elemento essenziale di religiosità
Nei monasteri le orchestre arrivano a essere composte da più di tredici elementi differenti. Sono campane, tamburi a doppia faccia e conchiglie ad intervenire nelle cerimonie monastiche, mentre cimbali e fiati sono riservati ad occasioni rituali particolari.
I cimbali più piccoli sono suonati nei riti dedicati alle divinità pacifiche, quelli i più grandi, suonati
orizzontalmente e accompagnati dai canti buddisti, sono invece riservati a rituali che hanno il fine di placare le divinità infuriate.
Le sonorità dei cimbali cambiano al variare della lega metallica di cui sono fatti. Dimensioni e materiali di fabbricazione influiscono anche sul suono delle campane tibetane, che riproducono la conformazione della calotta cranica e vengono utilizzate per accompagnare la meditazione con musica tibetana.
Le conchiglie marine che hanno generalmente l’imboccatura decorata in argento, con il loro suono rammentano l’adempimento di doveri quotidiani. All’occorrenza, le si suona per avvisare l’intera comunità dell’avvicinarsi di una tempesta.
Il radong è un lungo corno telescopico sorretto da più persone. A una di loro spetta il compito di soffiarvi dentro, dando così il via alle cerimonie.
La kangling è una trombetta rituale ricavata tradizionalmente da un femore umano o da un osso di animale finemente decorati.
Dung chen è invece una lunga tromba in ottone suonata in coppia durante i canti buddisti.
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