Nel 2025 l’Italia, anche grazie a Erion Energy, ha raccolto 6.200 tonnellate di batterie esauste, ma siamo lontani dai target europei.
La grandezza minima per pescare le vongole scende da 25 a 22 millimetri, come richiesto dall’Italia per aiutare l’economia del mar Adriatico. Con l’impegno a preservare la sostenibilità.
Dall’inizio del 2017 le vongole saranno più piccole. O meglio, potranno esserle quelle che finiranno nei nostri piatti: la Commissione europea infatti ha approvato la modifica della grandezza minima da 25 a 22 millimetri che i molluschi potranno avere perché possano essere pescati legalmente, senza incorrere in multe e sequestri. Potrebbe sembrare a prima vista una modifica di poco conto, ma di grande portata potrebbe essere il suo impatto, soprattutto per l’Italia che da tre anni, supportata anche da evidenze scientifiche, chiedeva con forza questo provvedimento per salvaguardare la pesca nel mar Adriatico, da tempo in difficoltà per due motivi: “I cambiamenti climatici che hanno rimpicciolito le vongole”, come spiega Impresapesca Coldiretti, e la varietà di vongola del mar Mediterraneo, il cosiddetto ‘lupino’, che ha di per sé una dimensione inferiore alla norma.
Il sottosegretario alle politiche agricole alimentari e forestali Giuseppe Castiglione ha assicurato che “abbiamo a cuore la sostenibilità dell’ambiente e il rispetto delle norme, ma le regole devono tener conto delle specificità di ogni contesto e delle esigenze di chi con il mare vive, e parliamo in questo caso di circa 710 imprese e oltre 1.600 addetti a cui si aggiungono altre 300 imprese di commercializzazione all’ingrosso e altri 1.000 addetti”. In cambio della modifica. L’Italia si impegna a monitorare che lo stock di vongole resti a livelli sostenibili e che non ci siano prelievi eccessivi “ma da oggi – ha detto Castiglione – i nostri pescatori sono più tutelati e le esportazioni, che rappresentano quasi la metà della produzione nazionale, sono salve”.
@CooperativeITA: soddisfatti per via libera riduzione taglia #vongolahttps://t.co/OiAw99WdLO pic.twitter.com/kRE5bgtwpu
— Pesceinrete (@pesceinrete) 13 ottobre 2016
Il via libera comunitario salva non solo i menu a base di vongole, ma anche le esportazioni, che rappresentano quasi la metà della produzione nazionale, e dunque potrebbe rivelarsi un vero toccasana per l’economia nazionale. L’Italia è stata supportata, nella sua battaglia, anche dal Consiglio consultivo sul Mediterraneo (Medac), un organo composto da organizzazioni europee e nazionali rappresentanti il settore della pesca, che oltre un anno fa, in un parere indirizzato alla Ue, aveva auspicato il ridimensionamento dei limiti minimi di grandezza della vongola italiana.
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