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Secondo lo studio dello US Geological Survey, l’aumento esponenziale dei terremoti che si sono verificati in Colorado e in New Mexico a partire dal 2001 è da ricollegare direttamente alle attività estrattive di gas naturale e petrolio iniziate qualche anno prima nei due Stati, rispettivamente nel 1994 e nel 1999. Quando le imprese hanno iniziato
Secondo lo studio dello US Geological Survey, l’aumento esponenziale dei terremoti che si sono verificati in Colorado e in New Mexico a partire dal 2001 è da ricollegare direttamente alle attività estrattive di gas naturale e petrolio iniziate qualche anno prima nei due Stati, rispettivamente nel 1994 e nel 1999.
Quando le imprese hanno iniziato a estrarre massicciamente gli idrocarburi in queste zone, hanno di conseguenza creato una enorme quantità di acque di scarico che, pompate nel sottosuolo per essere smaltite, hanno alterato l’equilibrio sismco dell’area tra i due stati.
Sempre secondo gli scienziati, Colorado e New Mexico erano considerate inizialmente zone sismicamente abbastanza tranquille, dove si era verificato solo un terremoto superiore al grado a 3,8 della scala Richter nell’arco di tre decenni; dal 2001, invece, sono stati almeno 16 i terremoti di questa o superiore intensità a verificarsi nelle due aree.
In particolare, gli studiosi affermano che “L’aumento dei terremoti è limitato alla zona di attività industriale, in un raggio di 5 chilometri dai pozzi di iniezione delle acque reflue”.
Per quest’area specifica, nella ricerca non emergono “responsabilità” attribuibili al fracking, ossia al pompaggio nel terreno di acqua e sostanze chimiche per estrarre gas naturale e petrolio, nonostante l’attività sia molto simile allo smaltimento delle acque reflue della normale estrazione di idrocarburi.
Tuttavia gli scienziati ammettono che sia il fracking, sia lo smaltimento sotto terra delle acque reflue potrebbero essere collegati all’impennata del numero di terremoti in Oklahoma, Stato che ha già superato record di 222 terremoti “avvertiti” lo scorso anno.
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