I ragazzi italiani? Leggono poco e non sanno far di conto

Save the Children lancia l’allarme: “Una parte troppo ampia degli adolescenti è priva delle competenze per farsi strada nella vita”. Ma la soluzione c’è.

Sono numeri allarmanti quelli divulgati da Save the Children, grazie al rapporto “Illuminiamo il Futuro 2030 – Obiettivi per liberare i bambini dalla Povertà Educativa”, diffuso nell’ambito della Campagna “Illuminiamo il Futuro”, partita nel 2014 per sensibilizzare le istituzioni e contrastare il fenomeno.

 

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Solo in Lombardia, 1 quindicenne su 5 è sotto la soglia minima di competenze in matematica, mentre 1 su 10 in lettura. Ritardo dovuto in particolare alle condizioni economiche svantaggiate delle famiglie. Ma non solo: la mancanza infatti pare essere in correlazione con la carenza di servizi e di opportunità formative scolastiche ed extrascolastiche. “I dati che emergono dalle nostre elaborazioni rivelano un fenomeno allarmante: in Italia, una parte troppo ampia degli adolescenti è priva di quelle competenze necessarie per crescere e farsi strada nella vita”, spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children.

Secondo quanto riporta il rapporto: “Solo in Lombardia il 17 per cento dei bambini tra 0 e 2 anni riesce ad andare al nido o usufruire di servizi integrativi, la metà delle classi della scuola primaria non offre il tempo pieno e il 54 per cento dei minori non accede ad una serie di attività ricreative, sportive, formative e culturali”. Senza contare la lettura, i musei, i siti archeologici. La cultura in generale sembra essere dimenticata.

 

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“La povertà educativa risulta più intensa nelle fasce di popolazione più disagiate – non dimentichiamo che in Lombardia più di 1 minore su 10 vive in condizioni di povertà estrema – e aggrava e consolida, come in un circolo vizioso, le condizioni di svantaggio e di impoverimento già presenti nel nucleo familiare”, continua Neri.

Per questo l’associazione lancia 3 Obiettivi, che puntano ad eradicare entro il 2030 la povertà educativa nel nostro Paese, ovvero che “Tutti i minori devono poter apprendere, sperimentare, sviluppare capacità, talenti e aspirazioni. Che tutti i minori devono poter avere accesso all’offerta educativa di qualità ed infine eliminare la povertà minorile per favorire la crescita educativa”.

“La povertà educativa non può essere un destino ineluttabile e non è accettabile che il futuro dei ragazzi sia determinato dalla loro provenienza sociale, geografica o di genere”, sottolinea Raffaela Milano, direttore programmi Italia-Europa Save the Children. Lotta alla povertà assoluta, servizi e mensa gratuiti, attività extrascolastiche assicurate e accessibili sono fondamentali per il processo educativo dei bambini e degli adolescenti.

 

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Per questo l’associazione ha aperto 13 spazi in 8 Regioni ad “alta densità educativa”, chiamati Punti Luce. Sorgono nelle aree svantaggiate delle città e danno assistenza ai bambini tra i 6 e i 16 anni tramite attività gratuite, come il sostegno allo studio, i laboratori artistici e musicali, gioco e attività motorie, promozione della lettura, accesso alle nuove tecnologie, consulenze pedagogiche, pediatriche e legali. Perché come spiega Raffaela Milano: “I dati ci dimostrano che i servizi per la prima infanzia, le scuole attrezzate, le attività ricreative e culturali possono spezzare le catene intergenerazionali della povertà”.

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