L’Onu ha pubblicato il World Ocean Assessment, corposo rapporto sullo stato di salute degli oceani, che costituisce di fatto un appello per salvarli.
Il delfino di Maui è a un passo dall’estinzione, il Wwf sollecita il governo della Nuova Zelanda affinché ne intensifichi i programmi di protezione.
Il delfino di Maui, o popoto, (Cephalorhynchus hectori maui) ha un buffo muso affusolato, una pinna dorsale arrotondata, insolita per un delfino, e potrebbe essere il primo cetaceo marino al mondo ad essere estinto direttamente a causa dell’impatto umano.
Questo piccolo delfino, non supera il metro e settanta per cinquanta chili di peso, è la specie di mammifero marino più rara del pianeta. Negli anni Settanta erano migliaia i delfini di Maui che nuotavano al largo della costa occidentale della Nuova Zelanda, prima della diffusione nell’isola della pesca a strascico e delle reti da posta. «Ormai rimangono solo 55 delfini – dichiara Chris Howe, direttore esecutivo del Wwf Nuova Zelanda – ci appelliamo ai nostri leader politici perché difendano questi preziosi animali». A questo ritmo le generazioni future potranno ammirare questi cetacei solo nei musei di storia naturale. «I delfini di Maui si trovano solo in Nuova Zelanda e alla loro sopravvivenza è legata anche la reputazione internazionale del Paese».
Essendo una specie costiera il delfino di Maui è molto vulnerabile all’inquinamento e al traffico marittimo. La principale minaccia per questi delfini però è costituita dai pescherecci, gli animali rimangono impigliati nelle reti e annegano. Secondo i biologi il 95 per cento dei decessi non dovuti a cause naturali sono provocati dalla pesca.
In alcune zone della Nuova Zelanda le reti imputate sono state vietate ma l’areale di diffusione della specie non è totalmente protetto e gli elevati livelli di mortalità lo confermano. Il Wwf chiede al governo della Nuova Zelanda di allargare il divieto a tutto il tratto di costa in cui vivono i delfini di Maui e di incoraggiare metodi di pesca più selettivi.
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