L’esposizione alle microplastiche ridurrebbe la fertilità. Anche se, ora, un documentario e un’esperta dimostrano che è un processo reversibile.
Il creatore dei Simpson ha riscattato Benjy, toro da riproduzione che evitava le mucche preferendo la compagnia degli altri tori.
Il toro è il simbolo di virilità per eccellenza, associato da millenni alla potenza sessuale. Sembra però che Benjy, esemplare di toro francese della razza Charolais di proprietà di un allevatore irlandese della contea di Mayo, non indirizzasse le sue attenzioni verso le mucche ma verso gli altri tori.
L’omosessualità non è tutt’oggi tollerata tra gli uomini, figuriamoci tra gli animali. Il destino di Benjy era segnato: l’animale, nonostante l’accertata fertilità, non aveva fecondato nessuna mucca ed era considerato improduttivo e quindi inutile. L’allevatore aveva concluso che non sapeva che farsene di un toro incapace di riprodursi e aveva deciso di destinare Benjy al macello. In difesa del toro si era schierata la Peta, organizzazione per i diritti degli animali, che aveva denunciato il caso lanciando una raccolta di fondi.
L’eco della vicenda è arrivato a Sam Simon, co-creatore dei Simpson, vegano, che ha deciso di acquistare il toro condannato a morte pagando oltre seimila euro per l’acquisto e il trasporto dell’animale all’Hillside Animal Sanctuary in Inghilterra, un santuario dove potrà trascorrere indisturbato il resto della sua vita.
«Tutti gli animali hanno un triste destino nel mercato della carne – ha dichiarato Simon – ma uccidere questo toro perché considerato gay è una doppia ingiustizia e sono felice che adesso il suo destino, anziché di diventare hamburger, sia quello di vivere in un’oasi faunistica».
Sam Simon, a cui è stato diagnosticato un cancro al colon, è da tempo impegnato nelle battaglie in difesa degli animali e ha deciso di donare parte del suo cospicuo capitale a diverse associazioni umanitarie e animaliste tra cui la Peta e la Sea Shepherd Conservation Society.
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