Se anche la Svizzera diventa etica

La Banca nazionale ha detto che escluderà dai suoi portafogli le imprese che violano i diritti umani e che hanno un impatto negativo sull’ambiente.

Cambio di rotta storico in Svizzera: anche il cuore della nazione che ha fatto della finanza il simbolo della propria economia ha dichiarato di abbandonare le azioni “non etiche”. La Banca nazionale svizzera (Bns) è decisa a far diventare i suoi investimenti più socialmente responsabili e a cominciare a escludere dai suoi portafogli le imprese che commettono violazioni dei diritti umani, che hanno un impatto negativo sull’ambiente o che sono coinvolti nella produzione di armi.

 

Certo, siamo ancora a una generica dichiarazione di intenti. Ma è comunque una dichiarazione che viene dall’Istituto centrale, che attualmente ha partecipazioni in società minerarie e produttori di armi e detiene oltre 430 miliardi di franchi svizzeri (circa 350 miliardi di euro) in investimenti all’estero.

 

Qualcosa si è già mosso. Un portavoce della Bns ha aggiunto che la banca avrebbe venduto quote attualmente detenute nelle società giudicate non etiche ed eviterà di investire in settori e aziende non Sri. Numeri non se ne sanno ancora ma il cambio di orientamento verso asset etici è definitivo.

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