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Il blitz della polizia in stazione Centrale ha colto di sorpresa anche il sindaco Sala, che chiede più coordinamento. Per il terzo settore è stata una “dimostrazione di forza” non necessaria.
Sono 52 i cittadini stranieri che sono stati portati in questura, per “controlli amministrativi presso l’ufficio immigrazione”, al termine del blitz che la polizia di Stato ha effettuato, su disposizione del questore Marcello Cardona, nella serata del 2 maggio alla stazione Centrale di Milano. Un intervento, definito dalla questura “servizio straordinario di prevenzione e controllo” che ha provocato inevitabilmente dei problemi di ordine pubblico in zona, con accessi alla metropolitana e ai treni chiusi all’improvviso per evitare la fuga degli stranieri oggetto dei controlli, che erano in tutto 150, e per l’imponente mole di forze dell’ordine impiegata. Lo stesso sindaco di Milano Giuseppe Sala ha preso, in parte, le distanze dall’operazione: “Certamente un maggior controllo della stazione è necessario – ha detto il primo cittadino – però sull’operazione specifica siamo stati avvisati all’ultimo momento, quindi parlerò con il questore anche per capire i risultati che sono stati ottenuti. La stazione Centrale è un luogo delicato, è l’immagine della città e quindi va certamente bene che ci sia attenzione, dopodiché sarà utile che queste operazioni in futuro le facciamo in maniera concordata”.
L’operazione invece è stata fortemente criticata dal mondo del volontariato e del terzo settore: in particolare secondo il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza di Milano, che accoglie circa un migliaio di immigrati e richiedenti asilo all’interno dei suoi appartamenti e delle sue micro-strutture, parla di “un odioso blitz che ha portato al ‘rastrellamento’ di centinaia di immigrati in una prova e dimostrazione di forza degna del peggior regime. Centinaia di agenti, mezzi blindati, elicotteri, poliziotti a cavallo. Quanto basta per dare un chiaro, potente, indiscutibile messaggio alla città: il degrado e gli immigrati sono due temi indissolubilmente correlati”.
La questura ha fatto comunque sapere che alcuni dei cittadini stranieri controllati e accompagnati in questura hanno scoperto solo in questa occasione di essere destinatari della notifica della decisione positiva da parte della Commissione per la concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari.
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