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Stereotipi animali: perché è importante conoscere gli animali che sottovalutiamo

Stereotipi animali è la nuova rubrica di Animal Equality e LifeGate sulla vera natura degli animali che siamo abituati a concepire solo “da allevamento”.

I bambini mangiano la carne perché non conoscono da dove proviene né il processo di macellazione brutale da cui deriva. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista scientifica statunitense Journal of Environmental Psychology. Noi di Animal Equality proviamo a spingerci oltre e aggiungiamo: se bambini e adulti conoscessero meglio anche gli animali comunemente considerati “da allevamento”, rifiuterebbero il modo in cui vengono maltrattati, sfruttati e uccisi dall’industria della carne. Per questo abbiamo creato, insieme a LifeGate, una nuova rubrica Instagram dal titolo Stereotipi animali.

mucca stereotipi animali
Galline, polli, bovini, maiali e pesci sono spesso catalogati esclusivamente poco intelligenti, ma la realtà è diversa © Luke Thornton/Unsplash

“Animali da allevamento” o qualcosa di più?

Galline, polli, bovini, maiali e pesci sono spesso catalogati esclusivamente come “animali da allevamento”, poco intelligenti e alla mercé del consumo umano. Maltrattati e sottostimati, questi esseri sono al contrario creature molto più simili all’uomo di quanto si possa pensare, eppure costretti a vivere in condizioni pessime dal punto di vista fisico e psicologico.

Gli allevamenti intensivi sono l’antitesi di tutto ciò di cui un animale ha bisogno per poter vivere un’esistenza felice, sana e rispettosa dei propri diritti. A cominciare dagli spazi sovraffollati, angusti e claustrofobici che impediscono i loro comportamenti naturali, passando per la somministrazione di antibiotici che ricevono, senza dimenticare la separazione forzata dai propri affetti, i maltrattamenti a cui sono sottoposti e una macellazione che provoca in loro terrore ed estrema sofferenza.

Se esistono centinaia di migliaia di animali ammassati negli allevamenti che vengono macellati ogni giorno per soddisfare i consumatori, esistono però anche bambini che attribuiscono a pancetta e hot dog un’origine vegetale e che non sono in grado di identificare in modo affidabile gli animali coinvolti nella filiera alimentare. Occorre allora forse fare un passo indietro e comprendere innanzitutto chi sono le vittime dell’industria della carne. La nuova rubrica Instagram Stereotipi animali prova a sfatare i falsi miti che circolano attorno agli animali allevati, che sono in realtà esseri dalle emozioni complesse e dotati di un’intelligenza sorprendente.

Occorre fare un passo indietro e comprendere innanzitutto chi sono le vittime dell’industria della carne.

Emozioni e capacità cognitive elevate: il lato nascosto degli animali allevati

Galline argute che sanno svolgere operazioni aritmetiche di base, pulcini che praticano l’imprinting attraverso la stessa capacità di riconoscimento propria dell’essere umano, maiali dotati di grande memoria ed estremamente puliti che curano la loro pelle delicata con bagni nel fango. E ancora, mucche determinate che festeggiano quando raggiungono il proprio obiettivo e che organizzano il proprio gruppo di simili tramite un sistema matriarcale.

Che dire dei pesci? Considerati anaffettivi e poco comunicativi, sono invece dotati di una propria specifica personalità, sono capaci di provare ed esprimere molteplici emozioni e di riconoscere quelle dei propri compagni.

La ricerca scientifica ha ampiamente riconosciuto anche a questi animali bistrattati e spesso oggetto di luoghi comuni poco lusinghieri capacità cognitive complesse e una gamma di attività comportamentali che li qualifica come estremamente sensibili. Tutte peculiarità che negli allevamenti intensivi vengono deliberatamente ignorate e prevaricate.

Le galline sanno svolgere operazioni aritmetiche di base
Le galline sanno svolgere operazioni aritmetiche di base © Zosia Korcz/Unsplash

Conoscerli per smettere di credere agli Stereotipi animali

Queste sono solo alcune delle caratteristiche appartenenti ad animali il cui benessere è costantemente messo a dura prova in tutto il mondo. Stress, paura e angoscia sono condizioni che totalizzano questi esseri in circostanze di sfruttamento e violenza fisica e psicologica che non tengono conto dei loro reali bisogni.

La sofferenza a cui gli animali sono esposti all’interno degli allevamenti intensivi annienta la loro esistenza. Conoscere le peculiarità cognitive e comportamentali di questi animali può aiutare le persone a rigettare sistemi di tortura e sopraffazione che costituiscono la punta dell’iceberg di problemi che comporta un pezzo carne nel piatto, punta di un processo di produzione che i bambini non riescono a concepire e che, secondo la ricerca scientifica, i genitori preferiscono nascondere.

“Ad un certo livello – rivelano i ricercatori –, i genitori possono deliberatamente nascondere le informazioni sulla macellazione degli animali nel tentativo di salvaguardare l’innocenza dei bambini, considerando la realtà della produzione di carne come troppo raccapricciante per i bambini da conoscere in giovane età”.

Per scoprire di più sulla vera identità degli animali allevati, dal 30 novembre su Instagram sarà disponibile la rubrica di Animal Equality, realizzata in collaborazione con LifeGate, Stereotipi animali. Gli animali “da allevamento” non vi sembreranno più gli stessi.

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