La soluzione alla crisi climatica passa dal nostro cervello
Le elezioni del 25 settembre definiranno il nostro futuro. Dobbiamo comprendere che, per salvarci, è necessario abbandonare i combustibili fossili.
Le elezioni del 25 settembre definiranno il nostro futuro. Dobbiamo comprendere che, per salvarci, è necessario abbandonare i combustibili fossili.
Sempre più sussidi per le fossili secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, ma le rinnovabili sono l’unica soluzione per aiutare i consumatori.
In Francia è entrato in vigore un divieto di pubblicità per le fonti fossili, che però prevede deroghe ed esenzioni criticate dalle ong ecologiste.
Le banche straniere stanno finanziando i progetti di estrazione di combustibili fossili in Russia. Per far finire la guerra devono invertire la rotta.
L’attivista ugandese Patience Nabukalu è stata a Torino per il meeting europeo dei Fridays for future: “Il nord del mondo ci ascolti, perché dipende da noi”.
Dal 1970 in poi, gli stati produttori di petrolio e le società del comparto oil&gas hanno raggiunto un totale di 52mila miliardi di dollari di profitti.
“Ipocrita” chiedere ai Paesi UE di non usare i combustibili fossili per riscaldare le abitazioni e muovere l’industria, afferma Timmermans. Transizione energetica in pausa ma non c’è da perdere la speranza.
Sono state definite bombe climatiche: progetti devastanti in termini di emissioni di CO2. A sfruttarli, i soliti noti. Inclusa l’italiana Eni.
Si chiama Caroline Dennett e ha annunciato di aver interrotto il suo rapporto di lavoro con Shell perché la compagnia ignora i rischi ambientali.
Le compagnie petrolifere fanno grandi affari grazie all’instabilità del mercato e alla guerra. E i progetti di estrazione continuano ad aumentare.