Guerra e crisi sono un ottimo affare per le compagnie petrolifere
Le compagnie petrolifere fanno grandi affari grazie all’instabilità del mercato e alla guerra. E i progetti di estrazione continuano ad aumentare.
Le compagnie petrolifere fanno grandi affari grazie all’instabilità del mercato e alla guerra. E i progetti di estrazione continuano ad aumentare.
Gli Stati Uniti stabiliscono nuovi equilibri energetici con la fornitura all’UE di greggio e gnl. In Italia parte la corsa ai rigassificatori ma resta la voglia di rinnovabili.
Ogni anno si spendono almeno 1.800 miliardi di dollari in sussidi dannosi per l’ambiente che causano la distruzione di ecosistemi e l’estinzione di specie.
All’ombra della guerra in Ucraina e del caro materie prime, l’approvazione definitiva del piano per la ricerca degli idrocarburi offre una prospettiva diversa con la quale leggere la transizione ecologica.
Completo phase out prima del 2030 e riduzione nel 2022 di due terzi delle importazioni di gas russo. Ecco come il piano REPowerEU promuove l’indipendenza energetica europea.
Da vittime a processati. Il commento del portavoce di Amnesty International Italia riguardo a chi sta lottando per difendere il territorio Wet’suwet’en.
La società petrolifera Shell ha annunciato di voler abbandonare il controverso progetto di estrazione di petrolio su larga scala, in Scozia.
Ci sono Italia, Stati Uniti, e Canada tra i venti Stati che hanno promesso di porre fine agli investimenti esteri nei combustibili fossili entro il 2022.
Un nuovo rapporto del Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite indica che la produzione di petrolio e gas aumenterà ancora di qui al 2040.
La Shell rimborserà 111 milioni di dollari alle comunità del sudovest della Nigeria per gli sversamenti di greggio avvenuti tra il 1967 e il 1970.