La Thailandia è il primo paese nel Sud-est asiatico a rendere legale il consumo di marijuana.
Negozi e festival dedicati alla cannabis sono stati aperti di recente in tutta la nazione, ma l’uso personale resta sconsigliato dalle autorità.
La depenalizzazione della cannabis è un tentativo da parte del governo thailandese di attirare turisti dopo la crisi legata al coronaviruis.
Oltre ai profumi dei piatti tipici provenienti dai numerosi stand di street-food, c’è un nuovo odore inconfondibile che si diffonde per le strade delle città thailandesi. È quello del fumo di cannabis, che di recente è diventata legale nel paese asiatico. I cittadini ora possono coltivare piante di marijuana a casa e venderne il raccolto dopo che il governo locale ha rimosso la marijuana dalla sua lista di narcotici vietati. L’uso personale per motivi non medici, tuttavia, è ancora fortemente scoraggiato dalle autorità e i funzionari governativi hanno messo in guardia le persone dal fumare in pubblico, un reato che potrebbe costare l’arresto. Eppure, i luoghi turistici della Thailandia pullulano già di negozi per la vendita dell’erba; il governo spera che lo sviluppo di un commercio locale di cannabis stimoli l’agricoltura e il turismo.
La canapa e i suoi derivati sono stati a lungo vietati in Thailandia, ma ora si trovano in vendita presso le bancarelle dei mercati, nei famosi club sulle spiagge e persino alle reception degli hotel. La decisione del governo thailandese di rimuovere la cannabis e le piante di canapa dalla sua lista di sostanze stupefacenti vietate è arrivata il 9 giugno 2022. Sono così state abolite le severe pene in cui incorreva chi veniva trovato con la sostanza. La linea del governo, tuttavia, è che la produzione e il consumo sono consentiti solo per uso medico, non ricreativo, e solo di marijuana a bassa potenza, contenente meno dello 0,2% di tetraidrocannabinolo Thc, il principale composto allucinogeno.
Thailand has launched a campaign to give away 1 million free cannabis plants, a day after they eased the rules, allowing people to grow marijuana at home pic.twitter.com/iZ1SJdBAC9
L’uso ricreativo della cannabis è dunque di fatto sconsigliato: le forze dell’ordine hanno comunicato che chiunque venga sorpreso a fumare cannabis in pubblico potrebbe essere accusato di creare un disturbo olfattivo ai sensi della legge sulla salute pubblica e perciò rischiare una multa di 25mila baht (680 euro) e tre mesi di reclusione. Eppure, come riportano il quotidiano The Guardian e le testate locali, sulle spiagge di Ko Samui e negli altri lidi thailandesi si vedono già decine di turisti e cittadini fumare liberamente. Al fine di incentivarne la diffusione, il governo della Thailandia regalerà gratuitamente un milione di piante di cannabis alle famiglie che lo desiderano e che potranno così coltivarle nelle proprie case. L’annuncio è arrivato dal ministro della Salute thailandese Anutin Charnvirakul; non è necessaria alcuna registrazione ufficiale per coltivare la cannabis nella propria dimora.
Il ritorno del turismo in Thailandia
La depenalizzazione è arrivata poche settimane dopo la riapertura delle frontiere in seguito alla pandemia. Gli arrivi dall’estero erano scesi a due milioni nella prima metà del 2022, dai quasi 40 milioni nel 2019. “Europei, giapponesi, americani stanno cercando la sativa tailandese – ha detto il proprietario di un coffee-shop al sito Cnn riferendosi a una varietà di cannabis -. Cannabis e turismo sono un’unione vincente“.
Una commissione parlamentare sta discutendo un disegno di legge per regolamentare l’uso di cannabis e spiegare gli aspetti meno chiari della novità. Il regolamento dovrebbe essere finalizzato a settembre, ma dato il successo dell’iniziativa è probabile che la legge venga implementata e il consumo venga consentito liberamente. Inoltre, per merito della normativa, dovrebbero venire liberati circa 4mila prigionieri condannati per reati legati alla cannabis negli anni passati. Con questa inversione sulla marijuana, è probabile che la Thailandia si appresti a diventare una meta turistica ancora più visitata.
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