Tim Cook alla Bocconi ha parlato anche di ambiente, clima e sostenibilità

Per l’inaugurazione dell’anno accademico, il capo di Apple è stato alla Bocconi per parlare di futuro, di impresa, ma anche di clima e di sostenibilità.

Tim Cook, amministratore delegato di Apple, è stato a Milano. E fin qui nulla di nuovo. Quello che potrebbe giungere come tale sull’intervento di Cook all’Università Bocconi in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico sono i passaggi dedicati all’ambiente, al clima e alla sostenibilità.

“Il contrasto ai cambiamenti climatici è in cima all’agenda mondiale, ed è giusto sia così”, ma si tratta di “una sfida da affrontare insieme come comunità di nazioni”, ha detto Cook facendo riferimento al discorso tenuto dal segretario di Stato americano John Kerry durante la sua visita a Expo Milano 2015. “È una sfida troppo grossa perché i governi possano affrontarla da soli”, per questo è necessario che anche il mondo dell’imprenditoria e quello dell’industria s’impegnino attivamente prendendosi le proprie responsabilità.

 

Apple, in questo senso, sta facendo molto. L’87 per cento del fabbisogno energetico dell’azienda di Cupertino, in California, è già coperto dalle energie rinnovabili. Ma Cook ha annunciato di non volersi fermare per raggiungere presto il traguardo del 100 per cento: “Abbiamo l’obbligo di fare quello che è giusto”.

 

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L’Università Bocconi di Milano

 

La sostenibilità, però, non è solo sinonimo di ambiente. Anche l’etica e i valori sociali sono fondamentali per riuscire a raggiungere l’equilibrio necessario tra il benessere del pianeta e quello delle persone. “Credo che le migliori aziende del mondo siano quelle più diverse dal punto di vista culturale. Apple è aperta a tutti e lo sarà per sempre”.

 

L’appello finale è rivolto ai giovani che, grazie a internet, sono diventati “cittadini del mondo con una voce che può essere ascoltata in tutti i continenti. Usatela. Alzate la voce”. E quale occasione migliore per farsi sentire se non l’appuntamento con la conferenza sul clima di Parigi che ha l’obbligo morale e materiale di raggiungere un accordo il più esteso possibile al fine di controllare e contenere al più presto le emissioni di CO2 in atmosfera.

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