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Dopo 17 date si è concluso il tour di Ikea Italia per presentare il suo bilancio di sostenibilità, giunto alla decima edizione. L’iniziativa itinerante che ha toccato i negozi Ikea di tutta Italia era stata presentata il 17 marzo 2016 a Milano in un incontro presentato da Serena Dandini. Ogni tappa è stata un piccolo talk show con esponenti del mondo dell’ambiente, del
Dopo 17 date si è concluso il tour di Ikea Italia per presentare il suo bilancio di sostenibilità, giunto alla decima edizione. L’iniziativa itinerante che ha toccato i negozi Ikea di tutta Italia era stata presentata il 17 marzo 2016 a Milano in un incontro presentato da Serena Dandini. Ogni tappa è stata un piccolo talk show con esponenti del mondo dell’ambiente, del volontariato, del lavoro, moderato e poi raccontato da LifeGate, dal 4 maggio all’università di Salerno fino a qui, il 23 maggio, nel cuore di Napoli: il rione Sanità, dove Ikea ha contribuito ad arredare un centro educativo e ricreativo per bambini e adolescenti del quartiere.
In occasione del momento conclusivo di questo giro d’Italia abbiamo innanzitutto voluto porre due domande a Stefano Brown, Responsabile sostenibilità di Ikea Italia.
Qual è il ruolo che Ikea può giocare nel campo della sostenibilità?
Ikea può essere considerata l’antesignana del “private label”, in quanto da sempre vende esclusivamente prodotti a marchio Ikea. Questo la pone nella condizione (e nella responsabilità) di controllare l’intera value chain, dalla progettazione del prodotto al suo fine vita. La sostenibilità può creare valore a lungo termine lungo tutto il percorso e questo è il tema centrale della strategia del gruppo Ikea, denominata “People & Planet Positive”, che persegue proprio l’ambizione di produrre un impatto positivo sull’ambiente e sulle persone.
Una cosa interessante è che con Ikea l’attenzione all’ambiente non si traduce in un maggior costo per il cliente.
Infatti! A noi piace definirla “sostenibilità democratica”, ossia la possibilità di rendere la sostenibilità accessibile alla maggioranza delle persone e non solo qualcosa per pochi. In opposizione al concetto di “premium” che normalmente i consumatori sono costretti a pagare per avere prodotti “green”, ad esempio energia verde, auto elettrica, cibo bio.
https://youtu.be/9jGphzyW9R8
Con oltre tre milioni di visitatori nell’anno fiscale 2015, il negozio di Afragola è uno dei più frequentati d’Italia. In 12 anni dalla sua porta sono entrate 40 milioni di persone. Grazie ai provvedimenti adottati, l’indice di efficienza energetica dell’edificio ha raggiunto i 125 kWh/m2.
La sostenibilità Ikea cerca di insegnarla, oltre che praticarla, ad esempio attraverso il concorso per le scuole At Home, la casa sostenibile per sostenere e promuovere nei più giovani comportamenti eco-responsabili e sensibilizzarli sull’importanza delle scelte quotidiane, soprattutto nell’ambito abitativo. Tra i vincitori, una classe dell’istituto comprensivo San Giovanni Bosco di Volla (Napoli), che per premio è andata in visita all’Oasi Wwf di Caserta.
Prima però i bambini sono stati ospiti del negozio di Afragola, dove, tra una lezione di sostenibilità e l’altra, ci sono divertiti a scattarsi selfie nel reparto specchi – come racconta l’insegnante, Carla Russo – e sono stati colpiti dagli aspetti di sostenibilità dei LED e del bambù. Un’esperienza positiva – ha sottolineato la docente – che ha portato i ragazzi a “vivere la sostenibilità, non solo ad apprenderla”.
Anche quattro scuole di Afragola, dove ha sede il negozio, sono state ospiti di Ikea Napoli che ha organizzato laboratori di sostenibilità per loro. L’assessore all’ambiente del Comune di Afragola, Salvatore Iavarone, ha evidenziato come Ikea sia un esempio di impresa che sfida la concorrenza attraverso la qualità e iniziative positive.
Il rione Sanità è una valle nel centro della città, piena di bellezze architettoniche di pregio, anche se spesso trascurate, e rappresenta un po’ il cuore pulsate della Napoli più popolare. Un quartiere difficile ma in rinascita, grazie anche alle iniziative di alcuni sacerdoti, come don Antonio Loffredo, che in un ex convento ha creato un bed and breakfast che dà un lavoro e insegna un mestiere ai ragazzi del quartiere, oltre a portarci i turisti. O come il missionario padre Alex Zanotelli, che, dopo aver girato il mondo, è tornato nella sua città per continuare nell’opera di evangelizzazione.
https://youtu.be/XnEG3lTgcEA
Ikea a Napoli ha pensato a progettare ed arredare il centro La Tenda, un tempo comunità per tossicodipendenti, oggi ritrovo educativo e ricreativo per bambini e adolescenti del rione. La responsabile dell’area minori del centro, Titti De Marco, racconta: “Avevamo chiesto qualche sedia e qualche mobile e Ikea ci ha arredato tutto”, per poi aggiungere, commentando il risultato ottenuto dopo l’intervento Ikea: “noi lavoriamo sul concetto di bellezza, perché potersi rispecchiare in ambienti belli contrasta e cura lo stigma sociale che è per i ragazzi essere del rione Sanità, considerato brutto dagli stessi napoletani”.
All’interno dello stesso centro, un palazzo dell’800, la Caritas, durante l’inverno, accoglie i senza fissa dimora; in questo caso Ikea contribuisce con la raccolta di coperte usate da parte dei suoi clienti, attraverso l’operazione Ri-scalda la Notte.
Oltre che alla Sanità, Ikea Napoli è intervenuta anche nell’elegante quartiere del Vomero, a sostegno dell’associazione il Girasole per arredare un “social club” che faccia incontrare ragazzi autistici e normo-dotati in un’ottica di integrazione, socializzazione e di maggiore autonomia nella vita quotidiana.
Ikea Napoli collabora inoltre con il Collegamento Campano Contro le Camorre e con il Banco Alimentare Campania ad esempio con questa iniziativa di raccolta fondi.
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