Dall’autonomia fino a 1200 km all’attenzione per sicurezza e innovazione, il brand del gruppo Chery ripensa così l’efficienza dell’auto.
Sarà presentata durante la prossima Milano design Week ed è un’eco-roadster a trazione elettrica costruita a incastro. Il suo nome significa “momento” perché attraverso il legno conserva i ricordi vissuti dai proprietari, di generazione in generazione.
Avete mai visto un’auto interamente di legno? Si chiama Toyota Setsuna e potrete ammirarla per la prima volta alla Milano Design Week che si terrà quest’anno dal 12 al 17 aprile. Il prototipo, che verrà presentato dalla casa automobilistica giapponese in una location esclusiva in via Tortona 31 già l’11 aprile, ha l’estetica di una roadster due posti: è alta meno di un metro, lunga 3,03 metri, larga 1,48 e ha un passo di 1,7.
L’auto è a trazione elettrica e può raggiungere una velocità di 45 km/h con un’autonomia di 25 chilometri. A progettare la vettura sono stati gli stessi ingegneri che avevano ideato la Toyota Camatte, ovvero Kota Nezu e Kenji Tsuji (che non nascondono che le sue forme ricordano quelle di un elegante motoscafo), mentre per realizzarla è stata utilizzata una particolare tecnica tradizionale giapponese che si chiama Okuriari: l’assemblaggio si basa infatti esclusivamente sull’incastro e non prevede l’utilizzo di viti e chiodi.
Il legno di cui è fatta l’auto (per il telaio è stata usata la betulla, per i pannelli esterni il cedro, per il pavimento l’olmo, il cipresso per il volante, il ricino per il cruscotto) è un materiale vivo destinato a modificarsi nel tempo (in base alle variazioni di temperatura e a come viene curato e preservato) e proprio qui risiede il concept del progetto: la Setsuna, che significa “momento”, assorbirà “le aspirazioni e i ricordi delle persone e delle famiglie che le utilizzeranno” conservando così memoria dei ”momenti speciali e fugaci che le persone vivono con il loro veicolo, periodi di tempo che fanno in modo che l’auto sia insostituibile per i loro proprietari”, ancor di più che per quanto riguarda una vettura tradizionale (alcune ricerche raccontano che un proprietario su tre dà un nome alla propria auto). Non per niente uno degli accessori di bordo (pochi) è un orologio programmato per scandire il tempo per i prossimi cento anni. L’auto si porta così con sé il passato, la storia della famiglia, e insieme, passando di generazione in generazione, il suo futuro.
Toyota Setsuna, non solo con la tecnologia, ma anche con i materiali, incarna ancora una volta i valori di ecologia e sostenibilità della casa automobilistica giapponese finora espressi a pieno con le vetture elettriche e ibride. E a proposito di ibride, gli analisti di LMC Automotive prevedono di veder triplicare il numero di vendite in Europa nei prossimi 3 anni (arrivando dunque fino a 750.000 unità annue) nell’ambito del raggiungimento degli obiettivi di riduzione di emissione di CO2 nel 2020. È un mercato in cui Toyota continua a farla da padrone con sette vetture ibride su dieci vendute che portano il marchio delle Tre Ellissi.
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