Turchia, sconfitta storica alle municipali per il partito di Erdogan. A Istanbul e Ankara vince l’opposizione

Il partito del presidente della Turchia Erdogan ha patito una pesante sconfitta alle elezioni municipali, perdendo i due “feudi” Ankara e Istanbul.

Per il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, le elezioni municipali che si sono tenute nella giornata di domenica 31 marzo si sono trasformate in un’autentica debacle. Il suo partito, l’Akp (Partito per la giustizia e lo sviluppo) è risultato infatti sconfitto nella capitale Ankara. E, allo stesso modo, ha perso anche la città di Istanbul, centro nevralgico dell’economia turca.

 

Recessione e inflazione le chiavi della sconfitta di Erdogan

Si tratta di un risultato particolarmente sorprendente, dal momento che gli islamo-conservatori dell’Akp erano saldamente al potere delle due metropoli da un quarto di secolo. Tanto che, nella nazione euro-asiatica, le città erano considerate un feudo inespugnabile del partito.

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l’inflazione sta pesando in modo sensibile sulla popolazione della Turchia © Chris McGrath/Getty Images

Secondo quanto riferito dalla stampa internazionale, la principale ragione della sconfitta di Erdogan va ricercata proprio nell’economia. La recessione comincia infatti a pesare sui cittadini. Inoltre, dopo la svalutazione della lira turca effettuata nell’estate del 2018, la crescita e la produzione industriale appaiono in grande difficoltà. Mentre la disoccupazione ha raggiunto il 13,5% nel mese di febbraio. Al contempo, l’inflazione è a livelli altissimi: ha raggiunto, a marzo, il 19%, colpendo in particolare i prodotti alimentari.

A vincere ad Ankara è stato il candidato dell’opposizione Mansur Yavas, sostenuto da una collezione guidata dal Partito repubblicano del popolo (in turco Cumhuriyet Halk Partisi, Chp). Il politico ba distanziato di quasi quattro punti percentuali il rivale dell’Akp, Mehmet Özhaseki.

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Un seggio elettorale ad Istanbul © Chris McGrath/Getty Images

«A Instanbul l’Akp perde il centro del suo sistema clientelare»

Ma a preoccupare Erdogan è soprattutto la sconfitta patita ad Istanbul. Sullo stretto del Bosforo, a guidare il municipio sarà ancora una volta un uomo del Chp, Ekrem Imamoglu. «La città popolata da 15 milioni di abitanti – ha commentato il quotidiano francese Le Monde – costituiva una manna la cui perdita non sarà priva di conseguenze per il partito del presidente. Capace di generare posti lavoro, ricca di progetti immobiliari e di altro genere, la metropoli rappresenta la chiave di volta del sistema clientelare instaurato dagli islamo-conservatori in 17 anni di potere assoluto».

Ciò nonostante, Erdogan si è detto soddisfatto del risultato: «L’Akp resta la prima formazione in Turchia». E ha sottolineato il buon risultato ottenuto nel sud-est del paese, dove il suo partito è riuscito a strappare ai curdi dell’Hdp municipi come Mus, Bitlis e Sirnak. Ma anche in questo caso c’è una spiegazione: «La città di Sirnak è stata distrutta per il 70% dei combattimenti che si sono svolti nell’inverno 2015-2016 tra l’esercito turco e i ribelli del Pkk. Così, la maggior parte degli abitanti è stata costretta a scappare. E il centro urbano è stato ripopolato da soldati e poliziotti». Che nel 61,5% dei casi hanno votato per l’Akp.

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